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Spegni il “fuoco” con l’acetosa
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Diuretica e rinfrescante, l’erba brusca è anche un ottimo antinfiammatorio per la pelle e le mucose della bocca
Se la cerchiamo nei prati e nei terreni umidi, non è difficile trovarla e in fondo neppure riconoscerla: l’acetosa, che in molti chiamano erba brusca, in primavera sviluppa infatti un fusto rossastro che arriva fino a un metro d’altezza, sul quale si aprono le spighe dei fiori sfumati di rosso.

Ma la parte più interessante della pianta sta nelle foglie, simili a quelle degli spinaci, da raccogliere giovani tra maggio e giugno, prima che la fioritura sia completa, in modo da poterle assaggiare in minestre e frittate ma anche in aggiunta nelle insalate fresche, alle quali conferiscono quel loro sapore un po’ acidulo e particolare. C’è anche chi le usa per preparare una salsa da accompagnare a pesce e carne.

E se le foglie sono le più utilizzate in cucina, in fitoterapia tutte le sue parti risultano utili, incluse le radici, piuttosto voluminose, con le quali si possono preparare infusi e decotti utili a stimolare le funzioni intestinali.

In generale, l’acetosa viene consigliata in virtù delle sue proprietà diuretiche, rinfrescanti, antinfiammatorie e addirittura febbrifughe, ma si usa anche per alleviare infiammazioni della pelle e delle mucose della bocca. Allo scopo risulta efficace il decotto dei rami fioriti, col quale si possono fare gargarismi a favore, per esempio, delle gengive oppure toccature sulle zone in cui la cute è sensibile.

Pur offrendo una buona dose di vitamina C e altre sostanze benefiche, come potassio e tannini, l’acetosa è però ricca di ossalati che ne sconsigliano l’uso a chi soffre di calcolosi renale o di problemi epatici. In ogni caso, meglio utilizzarla sempre in piccole quantità. Va comunque detto che la varietà coltivata contiene ossalati in misura inferiore rispetto alla pianta selvatica.


Cenni storici e curiosità

Le foglie dell'acetosa si possono mangiare semplicemente lessate oppure aggiunte alle minestre, ma non a tutti risulta gradito il loro caratteristico sapore acidulo. Per mitigarlo, basta cambiare l'acqua una volta durante la cottura. Con l’acetosa si può realizzare una salsa verde adatta in particolare al pollame e al pesce, che si prepara lessando una manciata di foglie con mezza manciata di foglie di crescione assieme a una cipolla (che poi va tolta), quindi si mescola il tutto con olio, aceto, sale e pepe fino a ottenere una massa cremosa.

La ricetta: Focaccia all’acetosa e basilico

Ingredienti:

60 g di acetosa, 10-15 foglie di basilico, qualche cucchiaio di latte, 250 g di pasta per focaccia, olio d’oliva.

Preparazione:
Tritare insieme l’acetosa, il basilico e bagnare col latte per ottenere una consistenza cremosa. Stendere la pasta per focaccia su una teglia e spalmarvi la crema di acetosa. Piegare in due, spennellare con olio d’oliva e cuocere in forno a 180° per 30 minuti.
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