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Pur rappresentando solo il 30 per cento del cedro, la polpa contiene molte virtù benefiche, mentre la spessa buccia è ricca di oli essenziali
Tra i segni particolari più caratteristici del cedro c’è la buccia ruvida ed eccezionalmente spessa che ne fa un ingrediente ambito in pasticceria e confetteria, dove il suo prezioso involucro protettivo diventa una prelibatezza candita oppure un elemento decorativo.

La sua presenza dà un tocco riuscito a dolci, biscotti e budini, ma anche ai piatti salati, senza dimenticare quanto risultano gradevoli e particolari le confetture e le marmellate in cui entra il cedro. Anche la cedrata, tipica bevanda di tradizione italiana, riscuote successo, sebbene la parte più ricercata del frutto resti l’olio essenziale contenuto nella buccia.

L’intenso utilizzo di essenza di cedro da parte dell’industria farmaceutica ha addirittura portato all’affermazione di una varietà mirata a questo impiego, la cosiddetta cedrina (Citrus medica citrea gibocarpa), dalla cui buccia si estrae un olio essenziale con forte odore di cedro.

La polpa del cedro, che costituisce solo il 30% del frutto, è molto succosa e di sapore amaro, indizio di tante virtù medicamentose note fin dall’antichità. Spicca su tutte l’azione di contrasto ai radicali liberi, favorita dalla ricca presenza di sali minerali, vitamina C e flavonoidi antiossidanti.

Alcune ricerche hanno inoltre dimostrato che il cedro svolge anche un’azione antitumorale nel tratto del colon, ed è in grado di esercitare un ruolo preventivo per chi ha una tendenza al sovrappeso e sullo sviluppo di alcune patologie cardiovascolari.

Un agrume da non sottovalutare, insomma, che dovremmo consumare con maggiore assiduità attingendo a una delle sue numerose varietà. Tra queste, il più diffuso in Italia è il voluminoso e profumato cedro liscio di Diamante, coltivato in Calabria e destinato in gran parte alla canditura; in Sicilia è tipico il bitorzoluto (“vozza vozza”, a bassa acidità, buono per il consumo crudo), mentre in Campania se ne coltiva una varietà molto acida. Tra quelle straniere, il cedro di Corsica è il più noto a polpa dolce.


Cenni storici e curiosità
Si ritiene che il cedro sia una delle tre specie di agrumi da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo e al mandarino. Giunto in Europa in tempi remoti, come gli altri “fratelli” è originario dell’Asia sudorientale, ma in Italia è noto fin da tempi molto antichi. Plinio il vecchio lo classificò nella Naturalis Historia col nome di “mela assira”, quando ancora non si usava il frutto come alimento, un utilizzo che si sarebbe diffuso solo due secoli più tardi. Veniva invece impiegato come repellente per gli insetti nocivi come le zanzare, in maniera analoga alla citronella.


La ricetta: Insalata di cedro e arancia rossa

Ingredienti:
1 cedro, 1 arancia rossa, 1 cipolletta a gambo, peperoncino, olio extravergine d’oliva, sale e prezzemolo.


Preparazione:
Sbucciare il cedro, tagliare la polpa a fette sottilissime, aggiungere l’arancia tagliata a rondelle, la cipollina sottilissima e un po’ di peperoncino. Condire con sale grosso e olio e aggiungere qualche ciuffetto di prezzemolo.
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