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Castagne in tavola invece della pasta
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Ricche di carboidrati complessi, come i cereali, andrebbero consumate al posto della portata principale
Chi si lamenta della loro pesantezza, del gonfiore e delle irritazioni intestinali di cui sarebbero colpevoli, non fa giustizia alla bontà e alle tante doti nutrizionali delle castagne. Molto probabilmente, i sintomi riportati dipendono dal fatto che spesso vengono consumate nel momento sbagliato, per esempio a merenda oppure a fine pasto.

Ricche come sono di carboidrati complessi, ovvero di amido, le castagne sono infatti frutti atipici, che presentano caratteristiche tali da poter essere paragonate ai cereali. Perciò il modo ideale per consumarle è quello di portarle a tavola come piatto principale del pasto, accompagnandole con verdure crude e cotte di stagione. Al contrario di quanto spesso accade, dovremmo invece evitare di farle seguire ad altre pietanze a base di carboidrati come il pane, il riso, la pasta o altri cereali cotti.

In questo caso, infatti, i carboidrati contenuti nelle castagne tenderanno a fermentare nell’apparato gastrointestinale, producendo gli effetti poco gradevoli descritti all’inizio.

E sarebbe un vero peccato, considerando che stiamo parlando di un alimento dalle proprietà nutrizionali davvero eccezionali: ricche di sali minerali e oligoelementi, contengono zuccheri complessi – in forma più digeribile rispetto a quelli dei cereali – che le rendono molto energetiche. Sono inoltre una buona fonte di fibre, utili per favorire le funzioni intestinali, ma anche di potassio e di vitamine del gruppo B, soprattutto B1 e B6.

Non a caso, durante le stagioni fredde, le castagne hanno rappresentato per centinaia di anni la principale fonte alimentare delle popolazioni montane, che hanno saputo approfittare delle loro doti nutritive e della loro bontà, traendone mille preparazioni diverse. Ma per apprezzarle basta semplicemente farle bollire aggiungendo cannella e zenzero (o qualche erba aromatica) oppure farle saltare sulla fiamma perché diventino fragranti caldarroste. Il segreto della loro tipica dolcezza sta proprio nella cottura, che trasforma parte dell’amido in zuccheri semplici, rendendole irresistibili per grandi e piccini.


Cenni storici e curiosità
La castagna prende il suo nome da quello di un’antica città della Tessaglia, regione settentrionale della Grecia, che sorgeva al centro di estesi castagneti. In Europa ne parlò per primo lo scrittore e storico greco Senofonte, nel IV secolo a.C., definendo il castagno come albero del pane. In seguito il poeta romano Marziale, nel I secolo a.C., e poi Virgilio descrissero il consumo e la coltivazione delle castagne, nota fin da tempi remoti.


La ricetta: Risotto con castagne e rosmarino

Ingredienti per 2 persone:
150 g di riso, 100 g di castagne, 2 cl di sugo d'arrosto, parmigiano grattugiato, 20 g di burro, 1/2 cipolla, 40 cl di brodo vegetale, 1 rametto di rosmarino, 1 spruzzo di cognac, sale e pepe.

Preparazione:
Incidere le castagne e preparare delle caldarroste. Quindi sbucciarle e farle cuocere per una buona mezz'ora insieme al sugo d’arrosto diluito con un bicchiere d’acqua. Mettere metà del rosmarino nel brodo vegetale per mezz'ora, poi filtrare e tenere da parte. In una casseruola, far stufare la mezza cipolla tagliata con metà burro, e bagnare in modo che cuocia perfettamente. Unire anche il rosmarino rimasto e poi versare il riso pe lasciarlo tostare. Bagnare con il cognac e farlo evaporare. Quindi, eliminare il rosmarino e aggiungere un pochino di brodo. Rimescolare per farlo assorbire e continuare così fino a metà cottura, quando si aggiungeranno le castagne e il sugo d'arrosto. Aggiungere ancora il brodo, un mestolo alla volta, e portare il riso a cottura. Mantecate con il burro rimasto e con il parmigiano e servire subito.
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