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Spinaci: rimineralizzanti come pochi
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Le vitamine agli spinaci non fanno difetto, a partire da A e C. Le sue foglie, ricche di nutrienti, contengono anche rame, fosforo, zinco, calcio, potassio.
Le vitamine agli spinaci non fanno difetto, a partire da A e C, di cui vantano un elevato contenuto, alle quali si uniscono in misura minore vitamina E, K, B1, B2, B6, PP. Le sue foglie, ricche di nutrienti, contengono anche rame, fosforo, zinco, calcio, potassio: una composizione capace di garantire un potere rimineralizzante, tonificante e cardiotonico. Grazie alla clorofilla, poi, che svolge un ruolo indispensabile per fissare calcio, fosforo e magnesio nella struttura ossea, mangiando spinaci si rafforza anche lo scheletro. Se hanno un difetto, è quello di contenere molto acido ossalico che li sconsiglia a chi soffre di artrite.

In compenso, però, regalano all’organismo una grande dotazione di acido folico, capace di rinforzare il sistema immunitario e combattere l’anemia. E il ferro, per il quale sono particolarmente famosi? La buona quantità (3 mg per 100 g) di cui possono fregiarsi si trova negli spinaci sotto forma di fosfato di ferro, un sale scarsamente assimilabile dal nostro organismo, per cui viene trattenuto e utilizzato solo in parte.

In ogni caso, per poter beneficiare al meglio delle proprietà salutari degli spinaci, conviene mangiarli crudi, conditi con olio e sale, magari ricorrendo alle foglie più giovani e tenere da mescolare all’insalata. Lessandoli, infatti, si perde circa la metà degli elementi utili all’organismo.

Ma se proprio non si vuole rinunciare alla versatilità degli spinaci in ripieni e farce, vale la pena di seguire alcune regole nella preparazione e nella cottura, prediligendo sempre quella a vapore. Innanzitutto, dopo averli lavati molto bene, non bisogna lasciarli a bagno a lungo, onde evitare di disperdere nell’acqua buona parte dei principi nutritivi. Una volta cotti, non va buttata l’acqua di cottura, che può rappresentare un energetico condimento per risotti e minestre.

Inoltre, il succo degli spinaci si rivela una medicina naturale in caso di cistite, oppure per lenire il bruciore delle scottature ricorrendo a impacchi che favoriscono la cicatrizzazione. Gli spinaci sono poi i compagni ideali per tenere sotto controllo il peso, visto che apportano solo 23 kcalorie per 100 grammi, fornendo però un ricco corredo di sostanze salutari.

Cenni storici e curiosità

Si suppone che gli spinaci siano giunti dalla Persia, anche se le loro origini geografiche e quelle del loro nome sono avvolte nel mistero. Non vi sono certezze neppure sull’arrivo in Europa di questa verdura, che sembra sia stata introdotta nel Vecchio Continente intorno all’anno Mille, portata dagli Arabi oppure dai Crociati. Eppure, soltanto nel XIX secolo gli spinaci divennero un ortaggio di grande consumo, prima in Europa e poi in America, sebbene la storia tramandi un curioso aneddoto che li vede protagonisti già molto tempo prima: si racconta infatti che Caterina de’ Medici, quando lasciò Firenze per andare in sposa a Enrico di Valois, futuro re di Francia, avesse voluto portare con sé alcuni cuochi in grado di cucinare in vari modi gli spinaci, di cui era ghiotta.

La ricetta: Filetto di cernia con spinaci e fagottini alle erbe

Ingredienti:
300 g di filetto di cernia, 200 g di spinaci, 6 foglie di lattuga, 2 spicchi d’aglio, olio extravergine d’oliva, prezzemolo, basilico, 1 fetta di pancarré, sale

Preparazione:
Saltare gli spinaci in padella con poco olio e uno spicchio d’aglio. A parte, cuocere il pesce con olio e 1 spicchio d’aglio, aggiustando di sale alla fine. Nel frattempo, sbollentare appena le foglie di lattuga, farle raffreddare e fare dei fagottini ripieni di basilico, prezzemolo e pancarré a pezzetti da cuocere insieme al pesce. Servire con gli spinaci al centro del piatto, sopra il pesce e a lato i fagottini. Bagnare con poco olio.
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