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A nozze con i fichi
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Freschi o secchi, sono nutrienti e ricchi di preziosi minerali, in particolare potassio e magnesio
Chi ama i fichi ne può trovare di tutti i colori - o quasi - tra le oltre 150 varietà che coltiviamo, dai bianchi fino ai marroni, anche se i più apprezzati e diffusi nei mercati sono tre: il fico nero, asciutto e zuccherino, il più deciso in quanto a sapore; quello verde, succoso e dalla buccia sottile; e infine il fico viola, ancora più succoso e dolce, ma al contempo molto delicato.

A voler essere precisi, dovremmo stare attenti a chiamarlo frutto, visto che per un botanico quello che mangiamo con una certa voluttà rappresenta molto di più: un involucro prezioso, il ricettacolo carnoso che al suo interno accoglie un’incredibile numero di “veri” frutti. Sono gli acheni, ovvero l’insieme dei dolci e caratteristici granelli avvolti dalla buccia più o meno sottile di ogni singolo fico.

Altra cosa da sapere, soprattutto quando andiamo a caccia di fichi durante una passeggiata o se aspettiamo con ansia di attingere al raccolto dell’albero che coltiviamo in giardino: le varietà di fico selvatico (non a caso detto unifero) ci regalano i frutti una sola volta l’anno. Solo il fico domestico (le cui piante sono chiamate bifere) produce due volte l’anno, grazie agli incroci operati dall’uomo in secoli di coltivazione, offrendoci un precoce assaggio della sua bontà con i fichi primaticci (si formano nei mesi autunnali e vengono raccolti in primavera inoltrata), seguiti dai fichi “veri” estivi, formatisi in primavera.

Se il frutto fresco è una piccola prelibatezza, ottimo in macedonie e nei dolci, ma altrettanto irresistibile accompagnato a prosciutto, salame e formaggi (nonché con carni e selvaggina), quello secco è un regalo della pianta a lunga scadenza, ricco di insospettate proprietà nutritive. La sua essiccazione può iniziare già sull’albero, in buone condizioni di sole, e continuare per circa una settimana. Quindi i fichi vengono passati in stufa. A volte, invece, avviene il contrario: i fichi entrano prima nelle stufe e poi si procede con l’essiccazione naturale al sole, in modo che restino più chiari.

E se il fico fresco si rivela molto nutriente, buona fonte di potassio e fibre, quello secco è assai più generoso, in quanto le sue sostanze nutritive rimangono concentrate, offrendo all’organismo una ricca dote di potassio, magnesio, rame e ferro, oltre a vitamine B1 e B6, calcio e zinco. L’altra faccia della medaglia sta nelle calorie che contiene: 225 Kcal ogni 100 grammi per il fico secco, contro le 74 di quello fresco. Una chicca da dosare con parsimonia in caso di problemi con la bilancia.


Cenni storici e curiosità
Come si legge nella Bibbia, il primo “vestito” della storia, indossato da Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre, era costituito da foglie di fico. Una testimonianza a sostegno dell’origine antichissima della pianta, che nel Vecchio Testamento viene citata come emblema di abbondanza. Tenuto in grande considerazione già ai tempi degli antichi Greci, quando è stato protagonista di moltissimi miti, il fico era molto apprezzato da Platone, soprannominato “mangiatore di fichi”. Il filosofo greco raccomandava di nutrirsi di questo frutto poiché, secondo lui, aiutava a rinforzare l’intelligenza. Del resto per i Greci, come per i Romani, la pianta di fico era sacra come la vite e l’ulivo. Oggi il fico è coltivato in molti Paesi: Turchia, Grecia, Stati Uniti, Portogallo e Spagna sono i principali produttori.


La ricetta: Fichi in salsa di vino rosso, miele e cannella

Ingredienti per 4 persone:
1 stecca di cannella, 3 chiodi di garofano, 8 fichi viola, 3 cucchiaini di miele, 1 bicchiere di Porto rosso, 1 baccello di vaniglia, 500 ml di vino rosso, 120 g di zucchero di canna.

Preparazione:
Pulire la superficie dei fichi con un panno morbido e umido, poi togliere il peduncolo e praticare una piccola incisione a croce sulla sommità di ognuno di essi. In un pentolino mettere il vino rosso, il Porto, lo zucchero di canna, il miele, la cannella e i chiodi di garofano. Con la lama affilata di un coltellino, asportare i semini neri dal baccello di vaniglia e riporli nel pentolino insieme al baccello. Portare a ebollizione il tutto, quindi abbassare il fuoco e immergervi i fichi, che dovranno bollire per almeno 5 minuti a fuoco basso.
Togliere i fichi dal liquido, metterli su un piatto di portata e quando saranno freddi tagliare ognuno di essi in 4 spicchi.
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