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I pregi di una barba molto speciale
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Un tempo la barba di frate veniva ridotta in cenere per estrarne la soda, oggi è un ortaggio saporito con molte doti nutrizionali
C’è chi la chiama barba del negus, bacicci, soda, ruscano, riscolo, lischi, miniscordi, agretti. E questi sono solo i suoi nomi più comuni, che variano da regione a regione, sebbene quello più diffuso sia forse barba di frate, per via della forma caratteristica di questa verdura, che si presenta a mazzetti di foglie filiformi e carnose.

Chi non la conosce può confonderla a prima vista con l’erba cipollina, che però una volta tagliata risulta cava all’interno, mentre la barba di frate ha una consistenza piena e succosa e un sapore particolare, gradevolmente acidulo, quando viene cucinata anche solo semplicemente al vapore. Va però detto che i suoi germogli e le foglie più tenere, la parte commestibile della pianta, possiamo gustarli in molte altre preparazioni, per esempio in padella come contorno oppure per arricchire salse saporite di accompagnamento alla pasta.

Se con l’aromatica cipollina – nonostante la somiglianza – non ha alcun legame di famiglia, l’ortaggio che oggi conosciamo è invece strettamente imparentato con la Salsola soda, una pianta selvatica che un tempo veniva bruciata per ottenere, dalle sue ceneri, il carbonato di sodio, la soda appunto. Questo composto veniva utilizzato tra l’altro per la lavorazione del vetro e del sapone.

La barba di frate commestibile, che viene coltivata in particolare in Sicilia e in Spagna (dov’è nota come barrilla), è invece ricca di potassio, caroteni e vitamine, C ma anche A, oltre a calcio e fosforo: una composizione che ne fa una pianta rimineralizzante e depurativa per l’organismo, che si distingue tra l’altro per l’apporto di fibre e un basso contenuto calorico (17 Kcal per 100 grammi).


Cenni storici e curiosità
Con le ceneri di Salsola soda, la sorella selvatica della barba di frate edibile, ricche di carbonato di sodio e di potassio, un tempo si produceva artigianalmente il vetro, tant’è vero che queste piante venivano coltivate in piena Laguna, a Venezia, per fornire la materia prima alle celebri vetrerie della città. La Salsola soda è stata un'importante fonte di soda per usi industriali fino a quando l'introduzione, agli inizi dell’Ottocento, di nuovi e più convenienti processi di produzione del composto misero fine al suo utilizzo a questo scopo.

La ricetta: Trenette alla barba di frate
Ingredienti per 4-5 persone:
350 g di trenette, 200 g di barba di frate, 1 scalogno, 60 g di prosciutto crudo tagliato a listerelle, 30 g di olio extravergine di oliva, sale, pepe

Preparazione:
Tritare finemente lo scalogno e farlo appassire in un tegame con l’olio a fuoco lento. Unire il prosciutto e far insaporire qualche minuto. In una pentola, portare a ebollizione abbondante acqua salata e cuocere insieme le trenette con la barba di frate pulita. Scolare la pasta e la verdura e passarle qualche minuto a fuoco vivo nel tegame insieme al prosciutto prima di servire ben caldo.
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