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Dalle taccole una marcia in più per l’intestino
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La loro ricchezza di fibre aiuta a regolarizzare le funzioni intestinali con un interessante contenuto di proteine vegetali
C’è chi lo chiama “pisello mangiatutto” proprio perché, a differenza del suo stretto parente, di questa particolare varietà di pisello non si butta via nulla. Infatti all’interno del baccello, tenero e senza filamenti, i semi rimangono allo stato embrionale e anche la pellicina interna è quasi del tutto assente.

Stiamo parlando della taccola, ortaggio della stagione primaverile-estiva, tipico della tradizione regionale delle Marche, dove viene coltivato su tutto il territorio e soprattutto nelle zone pianeggianti della provincia di Ascoli Piceno.

In cucina le taccole si rivelano particolarmente versatili, adatte a fare da protagoniste e comprimarie in antipasti, primi, secondi e contorni che attingono alle doti caratteristiche di questo legume: la morbidezza e il sapore delicato.

Ma le taccole, che per altri si chiamano anche “piattoni”, per via della forma schiacciata dei baccelli, vantano pure ottime proprietà benefiche. Per esempio, un elevato contenuto di ferro, vitamine e caroteni. Molto attive per la salute dell’organismo sono anche le fibre vegetali contenute nel baccello, che favoriscono in maniera naturale e assai efficace il funzionamento dell’intestino.

Non dimentichiamo che le taccole appartengono alla famiglia dei legumi e contengono quindi una discreta dose di proteine vegetali, sebbene in quantità inferiore rispetto ai piselli (già più avari degli altri legumi in quanto ad apporto proteico). Ciò significa che, volendo comporre un piatto unico equilibrato e nutriente, possiamo consumare i piselli mangiatutto anche in dosi “esagerate” e in abbinamento ai carboidrati. Un esempio? Spaghetti conditi con le taccole sbollentate e poi insaporite in padella con pomodorini tagliati a metà.


Cenni storici e curiosità
L’origine del pisello, di cui le taccole sono una varietà in cui i semi non si sviluppano appieno, rimane tuttora incerta, anche se pare molto probabile che derivi dal Pisum arvense, la specie che attualmente viene utilizzata come foraggio per il bestiame.


La ricetta: Linguine con taccole, pinoli e feta
Ingredienti per 2 persone:
180 g di linguine, 200 g di taccole pulite, 100 g di formaggio feta, 1 manciata di pinoli, foglie di basilico, olio extravergine d’oliva, pepe nero macinato al momento, sale.

Preparazione:
Lessare le taccole per 8-10 minuti in acqua bollente salata, scolarle e passarle rapidamente sotto l’acqua corrente per fermare la cottura. Tagliarle a pezzetti, metterle in un’insalatiera e condirle con poco sale, 3 cucchiai d’olio e abbondante basilico spezzettato. Aggiungere la feta sbriciolata con le mani e far insaporire il tutto mescolando con cura. A parte tostare in un padellino un cucchiaio di pinoli e unirli alle taccole. Nel frattempo cuocere le linguine in abbondante acqua salata, scolarle e versarle nell’insalatiera. Mescolare, completare con una bella macinata di pepe nero e servire.
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