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Il figlio di papà mandarino e mamma arancia
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Rinfrescante e ricco di vitamina C, il mandarancio è la somma delle qualità migliori dei due agrumi
Come ci suggerisce il suo nome, il mandarancio è un ibrido che riunisce il meglio dei due agrumi a cui deve la sua spiccata personalità: dal mandarino ha ereditato la facilità con cui riusciamo a sbucciarlo e poi a separare i suoi spicchi, ma non il sapore dolce che per molti risulta stucchevole. Il merito della gradevole nota acidula che lo caratterizza è invece un regalo dell’arancia, che ha conferito al suo “discendente” un perfetto equilibrio tra agro e dolce.

Diversamente dai suoi “genitori”, il mandarancio va però colto al momento giusto, quando la maturazione è giunta a termine, perché non può restare troppo a lungo sulla pianta senza appassire. D’altra parte, una volta staccato dal ramo la maturazione si ferma, e tale caratteristica rende impossibile anche una raccolta troppo anticipata, quando i frutti sono ancora acerbi.

Questo spiega dunque perché le varietà di questo piccolo agrume – sempre più diffuso in versione totalmente priva di semi – si trovano in vendita solo per un periodo preciso e limitato dell’inverno, del quale è bene approfittare senza indugi. Tra le varietà più note si distinguono le classiche clementine (il cui nome è in onore del frate missionario Clemente Rodier, che le coltivò in Algeria) e le giapponesi Satsuma, sviluppate appunto nel Paese del Sol Levante oltre quattro secoli fa, più precoci nella maturazione rispetto ai mandarini e più resistenti al freddo.

Da buon agrume, il mandarancio è una fonte eccellente di vitamina C, sali minerali, acidi organici e fibre. Altra virtù, che in questo caso lo differenzia da “papà” mandarino, è il ridotto contenuto di zuccheri, che corrisponde a un apporto calorico di 46 Kcal per 100 grammi e quasi un grammo di proteine.

Il mandarancio è soprattutto ricco di acqua, che ne fa un frutto rinfrescante, dotato di buone proprietà diuretiche.


Cenni storici e curiosità

Le origini del mandarancio sono incerte: secondo alcuni studiosi si tratta di una specie molto antica, originaria della Cina e più in generale dell’Estremo Oriente; altri la ritengono un ibrido tra il mandarino e l’arancio (dolce o amaro), altri ancora un ibrido tra mandarino e chinotto.


La ricetta: Budino di mandaranci

Ingredienti per 6 persone:
13 mandaranci, 20 cl di latte, 70 g di farina, 3 uova, 80 g di zucchero, 60 g di burro.

Preparazione:
Nel burro montato a crema, unire lo zucchero, la farina e il latte bollito versato a filo. Quindi cuocere a calore moderato, mescolando. Togliere dal fuoco al primo accenno di bollore e unire il succo filtrato dei mandaranci. Fare raffreddare, quindi aggiungere un tuorlo alla volta e poi le chiare precedentemente montate a neve ferma. Imburrare uno stampo, versarvi il composto e cuocere a bagnomaria in forno per circa 30 minuti.
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