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Ciliegie: come l’aspirina
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Carnosa, succosa, con la buccia liscia e brillante, la ciliegia è uno dei frutti più irresistibili e dissetanti, e questa dote caratterizza soprattutto le varietà più aspre.

 Carnosa, succosa, con la buccia liscia e brillante, la ciliegia è uno dei frutti più irresistibili e dissetanti, e questa dote caratterizza soprattutto le varietà più aspre. Pochi sanno, infatti, che si fa presto a dire ciliegio, visto che questa pianta si divide innanzitutto in due grandi “famiglie”: a frutto dolce e a frutto acido.  

Il ciliegio dolce, a sua volta, produce due tipi diversi di ciliegie: le duracine (duroni) con polpa croccante e dura, colore rosso nerastro o bianco, mentre le ciliegie tenerine hanno polpa succosa e morbida, dal colore nero o rosso.

Tre sono invece le categorie del ciliegio acido: le piccole marasche, utilizzate per produrre liquori come il maraschino; le amarene, riconoscibili per l’intenso colore rosso, polpa e succo chiari, perfette per la realizzazione di sciroppi e succhi; infine le dolcissime visciole, di colore rosso acceso, che mangiamo fresche o in conserve.  

Per fortuna non c’è da preoccuparsi se “una tira l’altra” quando le troviamo sulla tavola, soprattutto se si considera che occorrono circa 500 grammi di ciliegie per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C del nostro organismo. Ne basta invece circa la metà (250 grammi) per ridurre la quantità di acido urico nel sangue prevenendo l’insorgere della gotta. La ciliegia è inoltre ricca di tannini e sali minerali come calcio, fosforo, potassio e ferro e contiene anche vitamina A (oltre alla già citata vitamina C), ma se si vogliono sfruttare le sue doti depurative e disintossicanti bisogna farne scorta a digiuno. In questo caso aiuta anche a favorire il buon funzionamento dell’intestino particolarmente “pigro”.  

Vale poi la pena di segnalare la sua capacità di proteggere il cuore da problemi causati da cattiva circolazione, grazie alla presenza degli antociani, responsabili della sua colorazione rossa e di un’azione antidolorifica, che agiscono come un’aspirina naturale pur senza le controindicazioni di questa sostanza. Non va neppure dimenticato il ruolo antiossidante di antociani, flavonoidi e polifenoli, che combattono una guerra silenziosa contro i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. 

Per la pelle la ciliegia è come una cura di bellezza, visto che la polpa dei frutti si può utilizzare come rinfrescante e astringente sull’epidermide irritata e con capillari dilatati, mentre il decotto si trasforma in lozione lenitiva per pelli screpolate. E una mano alla pelle la possiamo dare facendo felice anche il palato, perché mangiare ciliegie favorisce l’abbronzatura mentre aiuta a tenere il peso sotto controllo, essendo la ciliegia povera di calorie ma ricca di fibre solubili che determinano una distensione delle pareti gastriche procurando una sensazione di sazietà.  

Ai più golosi si consiglia un “tuffo” dei frutti nel cioccolato fondente fuso. Davvero delizioso.

Cenni storici e curiosità

Originario quasi certamente dell'Asia Minore o della Persia, il ciliegio era ben conosciuto ai Greci e ai Romani, che ne consumavano i frutti già nel I secolo a.C. Molti secoli più tardi, il Re Sole ne incoraggiò la coltivazione in serra a Versailles e il consumo a corte. Curioso il confronto fra oriente e occidente relativamente alla pianta del ciliegio, albero caro alla tradizione giapponese, mentre in Inghilterra sognare un ciliegio porta sfortuna.

La ricetta: Dolce di ciliege

Ingredienti
per 6 persone:
5 panini, 100 g di burro, 1/2 l di latte, 250 g di zucchero, 4 tuorli, 4 albumi, cannella, la scorza grattugiata di 1 limone, 1 kg di ciliegie snocciolate, 100 g di mandorle 

Preparazione:
Tagliare i panini a fette sottili e farle friggere in 30 grammi di burro, aggiungere il latte e fare in modo che ne vengano completamente inzuppati. Montare il resto del burro con lo zucchero, aggiungere i tuorli, la cannella e la scorza di limone e amalgamare bene il tutto. Per ultimo unire questo impasto alle fette di pane ben inzuppate. A parte, montare gli albumi a neve ben ferma, unire le ciliegie e poi, con molta delicatezza, amalgamarli con l'impasto di pane e uova. Versare il tutto in una pirofila imburrata e coperta di mandorle grattugiate. Lasciar cuocere nel forno per 50 minuti a 180 °C.

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