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A caccia in pineta
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Protetti dalle pigne e da un guscio durissimo, i delicati pinoli sono una riserva energetica piena di virtù. Ma anche di calorie
Alzi la mano chi non è mai andato a caccia di pinoli all’ombra dei grandi pini sempreverdi che, crescendo, diventano sempre più simili a eleganti ombrelli aperti. Bottino da pineta, insomma, i piccoli e morbidi “confetti” protetti da un guscio durissimo sono i semi commestibili che si nascondono nelle pigne di alcune specie di pini, il più comune dei quali è proprio il pino a ombrello.

Un albero speciale dai frutti speciali. Le sue pigne, grandi, pesanti e globose, ci mettono ben tre anni per giungere a maturazione: più di qualsiasi altra specie di pino. Niente paura, però: sui rami si possono individuare “strobili” (questo il nome botanico delle pigne) di diverse età, in modo che la preziosa produzione di semi non si fermi mai del tutto.

Chi ha partecipato alla caccia al pinolo lo sa: la raccolta delle pigne è mestiere invernale, che inizia a ottobre e si protrae anche fino a maggio, quando, distesi al sole, i frutti legnosi si decidono ad aprire le squame per liberare i semi.

Un cucchiaio di quelle piccole delizie è una piccola miniera di energia, capace da sola di fornire all’organismo il carburante necessario a rimettersi in moto, evitando che arrivi in riserva all’ora di pranzo.

E che carburante: particolarmente ricco in lipidi (50-60%), un po’ come tutta la frutta secca, il pinolo vanta anche un elevato tenore proteico (13%). Inoltre, tra gli acidi grassi che contiene in abbondanza prevalgono gli insaturi, con percentuali importanti di acido linoleico. Per intenderci, uno degli acidi grassi essenziali del gruppo degli Omega 6, che l’organismo non riesce a produrre e che va quindi introdotto con la dieta.

Ma non ci sono solo grassi. Ottimo anche il contenuto di fibre alimentari e sali minerali come ferro, magnesio, fosforo, manganese, potassio, zinco e rame. Tra le vitamine prevalgono i tocoferoli (vitamina E), che forniscono al pinolo preziose proprietà antiossidanti donategli da Madre Natura per preservarlo dall’irrancidimento una volta sgusciato.

L’elevata percentuale di tocoferoli non è comunque sufficiente a proteggerlo totalmente, per via della cospicua presenza di grassi polinsaturi, benefici ma facilmente degradabili. Per questo è meglio conservare i pinoli nel proprio guscio in ambiente fresco e asciutto se si desidera che durino a lungo.

Attratti dalle loro virtù (e dal loro gradevole gusto di mandorla) non dobbiamo però sottovalutare che i pinoli sono “pesanti” in quanto a calorie (100 grammi apportano oltre 600 Kcal). Sono dunque ideali per gli sportivi, durante la gravidanza e in condizioni di astenia, ma vanno consumati con parsimonia laddove è necessario tenere d’occhio la bilancia.

Cenni storici e curiosità

Consumati in Europa fin dal Paleolitico, per gli antichi i pinoli erano un alimento molto prezioso, al quale i Romani attribuivano anche doti afrodisiache, come testimoniano le parole di Plinio il Vecchio, noto per la sua Naturalis Historia: «I pinoli spengono la sete, calmano i bruciori dello stomaco e vincono la debolezza delle parti virili». Oggi sappiamo che i semi del pino domestico contengono numerose sostanze benefiche ma di certo il loro valore deriva anche dal fatto che per ottenere un chilo di pinoli occorrono trenta chili di pigne e che una pigna impiega tre anni per maturare.

La ricetta: Torta con crema e pinoli

Ingredienti:

Per la pasta frolla: 300 g di farina, 125 g di zucchero, 100 g di burro ammorbidito, 1 uovo, 1/2 bustina di lievito, 1 bustina di vanillina.

Per la crema: 250 ml di latte, 250 ml di panna, 150 g di zucchero, 40 g di farina, 4 tuorli, scorza di limone, 100 g di pinoli.

Preparazione:
Preparare la pasta frolla impastando tutti gli ingredienti (per ultimo l’uovo) e lavorando con cura fino a ottenere una consistenza omogenea. Mettere a riposare per mezz’ora (meglio in frigorifero, avvolta nella pellicola), quindi preparare la crema, portando a ebollizione a fuoco lento, in un pentolino, il latte insieme alla panna e alla scorza di limone (solo la parte gialla, che poi andrà eliminata). Togliere dal fuoco e, in una terrina, montare i tuorli con lo zucchero e la farina. Versare il latte caldo e la panna e far addensare la crema sul fuoco medio, sempre mescolando, fino a quando risulterà della giusta consistenza. Lasciare raffreddare e intanto stendere l’impasto in una tortiera, preparando una base di pasta frolla dai bordi sufficientemente alti. Versare la crema nella torta, distribuirvi sopra i pinoli e infornare per 40 minuti a 180 gradi.
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