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Una radice fa più dolce la vita
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Buona e salutare, la liquirizia dà una mano a chi ha la pressione bassa e intanto aiuta stomaco, intestino e bronchi a lavorare meglio
È dolce assai più dello zucchero, ed è forse per questo che la liquirizia ha tanti estimatori appassionati. Tra loro non mancano i “masticatori” della sua radice ma anche i “divoratori” di pasticche, più o meno forti, preparate sempre ricorrendo al succo concentrato estratto dalla radice per tanti altri scopi che nemmeno immaginiamo: dall’aggiunta nella birra per aumentarne colore e corpo, alla concia di alcune varietà di tabacco che acquista così aroma e qualità più pregiata.

E poi c’è naturalmente l’impiego in farmacia, che approfitta delle tante proprietà della dolce radice, prima fra tutte la capacità di determinare un aumento della pressione arteriosa favorendo ritenzione idrica e perdita di potassio.

Una qualità che potrebbe diventare poco apprezzabile se fossimo tra coloro che hanno la tendenza alla pressione alta e in caso di ipopotassiemia (carenza di potassio nel sangue), che può essere causata per esempio da vomito o diarrea o comunque da una perdita importante di liquidi. La liquirizia è controindicata anche per chi soffre di insufficienza renale e in gravidanza.

Ma in condizioni di normalità, senza esagerare con le quantità, la radice di liquirizia si rivela ricca di sorprendenti virtù, tutte dovute alla presenza di flavonoidi e saponine, sostanze antiossidanti tra le quali spicca la glicirrizina, come denuncia il nome scientifico della pianta (Glycyrrhiza glabra).

Proprio alla glicirrizina si deve un’azione antinfiammatoria, protettiva e cicatrizzante sulla mucosa gastrica e duodenale che fa della liquirizia un rimedio naturale per chi è soggetto a disturbi digestivi e a mal di stomaco. La liquirizia svolge inoltre un’azione protettiva sul fegato, mentre limita il rilascio di istamina, contrastando così i processi allergici.

La prodigiosa glicirrizina conferisce alla liquirizia anche proprietà sedative ed emollienti efficaci nel combattere la tosse e le irritazioni della gola con un effetto calmante ed espettorante.

La dolcezza naturale della liquirizia, dovuta alla presenza di mannite, se da un lato la rende poco adatta a chi soffre di diabete può dare una mano in caso di stitichezza grazie alle sue proprietà lassative.


Cenni storici e curiosità


La Calabria, con una produzione pari all’80 per cento di quella nazionale, vanta una lunga tradizione nella coltivazione e lavorazione della liquirizia, una pianta di antico uso medicinale in Asia, dov’è conosciuta da almeno cinquemila anni, come risulta dal primo erbario cinese. Il suo nome scientifico deriva peraltro dal greco e vuol dire “dolce radice”, ma la liquirizia era considerata importante già nell’antico Egitto e in Assiria oltre che in Cina, dove viene da sempre prescritta per curare tosse, disturbi del fegato e intossicazioni alimentari. In Europa il suo impiego è arrivato solo nel XV secolo, grazie ai frati domenicani.


La ricetta: Dessert di liquirizia


Ingredienti:
500 ml di latte, 1 cucchiaio di liquirizia pura a pezzi, 4 uova, 250 g di zucchero.

Preparazione:
Far bollire il latte in un pentolino con la liquirizia e 50 g di zucchero; quindi lasciare in infusione per circa due ore. Trascorso il tempo, lavorare in una ciotola per qualche minuto le uova con 50 g di zucchero; poi unire il latte lentamente e far sciogliere il composto continuando a mescolare. Lasciare da parte e preparare un caramello facendo bollire i restanti 150 g di zucchero in 4 cucchiai d’acqua, fino a ottenere un composto color oro (attenzione a non mescolare mai). Versare il caramello in 6 stampini da dessert e riempirli per due terzi con il composto di latte. Cuocere infine a bagnomaria nel forno a 180° per 40 minuti e servire tiepido.
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