Iper la grande i
Leggi il regolamento Non riesci a registrarti? Registrati a NaturaleClub
Facebook Twitter Youtube
 
Seguici su:
Login ricorda password
 
 
Sponsor del mese
Sotto la scorza del fico d’India
Cerca
COCA-COLA LIFE
 
Cliccasconti
 

I nostri partners

Un frutto benefico nonostante le apparenze, amico delle ossa, ottimo nelle diete e nei momenti “difficili” come l’inizio dell’autunno
C’è chi le chiama pale ma, a voler essere precisi, le ramificazioni piatte e ovaliformi della pianta del fico d’India dovremmo definirle cladodi. Certo è che, se oggi i suoi caratteristici fusti carnosi pieni di spine sono uno spettacolo usuale in tutto il Mediterraneo, in realtà il fico d’India è approdato in Europa grazie agli spagnoli, che lo importarono dal Messico ai tempi della scoperta dell’America.

Stiamo parlando, infatti, di una ben precisa specie di Opuntia, la più nota e apprezzata tra le oltre 200 conosciute nel mondo, una pianta imparentata con i cactus abituati a sopravvivere nelle zone più calde e aride del globo, che può raggiungere i 3-5 m di altezza con un portamento quasi da albero, per quanto un po’ singolare. La sua originalità sta anche nei frutti dolci che ci regala con generosità laddove trova le condizioni ideali per crescere, come avviene in Sicilia, una regione che produce varietà di altà qualità particolarmente pregiate.

Ma vediamolo da vicino questo frutto, una bacca dalla polpa carnosa in cui sono immersi i numerosi semi, il cui peso può variare da 150 fino a ben 400 grammi che possono finire in toto nel piatto. Salvo le spine, naturalmente, visto che l’involucro protettivo è una piccola “corazza” immaginata dalla natura per tenere lontani i malintenzionati.

Ma una volta eliminati gli aculei, pelando i frutti in modo da “scollare” la pellicola esterna come potremmo fare con un pomodoro, la buccia si può mangiare senza preoccupazioni. Potremo così approfittare della sua ricchezza di cellulosa e di proteine, superiore rispetto alla polpa, compensata da una minore percentuale di zucchero. In alcune ricette tipiche, viene tagliata a quadretti e poi fritta in pastella, diventando una piccola prelibatezza.

Tutto il frutto nasconde ottime doti, tra cui spicca quella depurativa, coadiuvante nel favorire l’espulsione dei calcoli renali, mentre la ricchezza di ferro, calcio e fosforo aiuta a rinforzare le ossa prevenendo l’osteoporosi. Il fico d’India, poi, può giocare il ruolo di un buon integratore nelle diete dimagranti, in virtù del suo grande apporto di fibre “sazianti” ma anche della buona quantità di minerali e vitamine antiossidanti (A e C) alle quali si aggiunge una varietà di aminoacidi che, nell’insieme, rendono il frutto un alimento nutriente.

In quanto tonico e rivitalizzante, il fico d’India è ideale anche per chi svolge attività fisica intensa, sia sportiva che lavorativa, così come per i problemi legati alla difficoltà di concentrazione, all’insonnia e alla depressione. Un dolce rimedio, insomma, che influenza in modo benefico l'umore, rivelandosi molto utile per i momenti più critici dell’anno, come i cambi di stagione.

Cenni storici e curiosità

In Sicilia le “pale” di fico d’India crescono spontaneamente sui suoli sabbiosi e pianeggianti fornendo all’isola frutti di pregio tanto che la regione, dopo il Messico, è il secondo produttore mondiale. Proprio sulle foglie del fico d'India gli Aztechi allevavano il Dactylopius coccus Costa, un insetto da cui ricavavano un pigmento naturale: il rosso di cocciniglia. Dal corpo dell’insetto essiccato veniva estratta la colorazione carminia, tuttora richiestissima in ambito cosmetico, farmaceutico, tessile e alimentare.


La ricetta: Confettura di fichi d’India


Ingredienti:
1,5 kg di fichi d’India, 1 limone, 500 g di zucchero semolato.

Preparazione:
Lasciare i fichi d’India a bagno in acqua corrente per un’ora; scolarli e trasferirli, senza sbucciarli, in un tegame. Coprire e cuocere, senza aggiungere acqua, per 15 minuti, quindi eliminare le bucce e passare la polpa al passaverdura. Versare la purea ottenuta in un tegame a fondo spesso e lasciarla asciugare sul fuoco, a fiamma molto bassa, per una decina di minuti. A questo punto, aggiungere lo zucchero, il succo del limone e la scorza grattugiata e fare addensare, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Appena la confettura sarà densa al punto giusto, spegnere il fuoco e versarla nei barattoli sterilizzati. Tappare e capovolgere per qualche minuto, poi rigirare i contenitori e farli raffreddare completamente, prima di riporli in luogo buio e asciutto.
cerca
 

Viaggi

LE CORTI DI MONTEPITTI 3*
da 59 Euro
HOTEL VESPERA 4*
da 149 Euro
HOTEL MARGHERITA 3*
da 155 Euro
HOTEL AL SOLE BEAUTY & VITAL 4*
da 115 Euro
 

Convenzioni

Hotel Terme Metropole Oriental Thermal Spa®
L'oriente nel cuore di Abano Terme Il primo nato del...
Agriturismo La Peta
Vecchia locanda del 1400, sapientemente ristrutturata, è situata in un'oasi di...
Vineria Tirano
La Vineria Tirano promuove uno stile di vita in cui il consumo sia elemento di socialità,...
B&B Stazzona
L’appartamento è composto da una sala, una cucina, due camere e un bagno. La cucina resterà...
   
registrati su naturale club