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Gli acini profumati dell’uva fragola, utilizzati soprattutto per il consumo fresco, sono energetici e nutrienti
C’è chi la chiama uva fragola e il nome non è affatto casuale se pensiamo al profumo caratteristico di questa particolare varietà di vite, che però non appartiene alla specie normalmente utilizzata per fare il vino (ovvero Vitis vinifera), bensì alla famiglia di V. Labrusca, proveniente dal Nord America.

Ed ecco spiegata l’origine dell’altro nome di questa uva antica, detta anche americana, che comunque è particolarmente diffusa nella regione alpina del Vecchio Continente (per esempio in Svizzera) e vanta un gran numero di proprietà dal punto di vista fitoterapico.

Rustica e poco esigente, l’uva fragola viene oggi coltivata all’interno di vigneti dalle dimensioni limitate, soprattutto per il consumo fresco, anche se c’è chi la utilizza per la produzione di un vino molto aromatico e amabile, dal tenore alcolico ridotto. Si tratta del cosiddetto “Fragolino”, una bevanda leggera a base di succo d’uva, piuttosto che un vino vero e proprio, che viene preparato solo per il consumo familiare essendo vietato dalla legislazione europea.

In ogni caso, non sono pochi gli estimatori dei grappoli di uva americana tradizionale, soprattutto quella nera, la più diffusa, i cui acini dalla forma rotonda e dalla buccia spessa regalano un sapore e un profumo che ricordano l’aroma della fragola.

L’uva americana nera ha una maturazione piuttosto tardiva, che varia dai primi di ottobre fino alla fine dello stesso mese a seconda del clima della zona di coltivazione, ma si stanno ormai diffondendo sempre di più una particolare varietà nera e una bianca, entrambe caratterizzate da una decisa precocità: i grappoli sono pronti per finire in tavola già verso gli ultimi giorni del mese di agosto e comunque entro la metà del mese di settembre. La cultivar bianca, in particolare, presenta acini assai più grandi e un sapore appena meno intenso.

Tra le doti più apprezzabili di queste ultime due varietà precoci, ottime uve da tavola, la buccia fragile e una polpa non troppo carnosa, laddove la classica uva americana ha come difetti proprio le caratteristiche opposte.

L’uva, e quella americana non fa eccezione, contiene fibre, calcio, ferro, magnesio, fosforo e una buona concentrazione di potassio, poche proteine e pochissimi grassi. Non mancano carotenoidi, vitamine A, B (B1 e B6) e C oltre ad acido folico, senza dimenticare che, dal punto di vista dietetico, l’uva è uno dei frutti più energetici: un vero combustibile per il cervello, che fa ricorso al glucosio presente in grande quantità negli acini per svolgere molte delle sue funzioni. Quest’abbondanza di zuccheri semplici sconsiglia però l’uva a chi soffre di diabete e agli obesi, che dovrebbero consumarla in quantità moderate.

Cenni storici e curiosità


L'uva fragola è una delle più antiche viti americane che siano mai state introdotte nel Vecchio Continente, dove giunse molti decenni prima che si diffondesse la fillossera, una vera e propria epidemia che nell’Ottocento portò alla quasi totale distruzione dei vigneti europei. Oggi, infatti, tutti gli esemplari di Vitis vinifera coltivati in Europa per la produzione di vino sono innestati su un piede di vite americana, resistente appunto alla fillossera. In Francia si parla dell’uva americana a partire dal 1820, mentre nella Penisola italiana si hanno testimonianze relative a questa specie dal 1825.


La ricetta: Liquore di Uva Fragola

Ingredienti:

300 ml di acqua, 500 ml di alcol puro a 95° per uso alimentare, 1 stecca di cannella, 2-3 chiodi di garofano, 500 g di uva americana, 500 g di zucchero.

Preparazione:


Lavare e asciugare velocemente gli acini di uva fragola. Schiacciare leggermente l’uva e metterla in un capiente vaso di vetro con chiusura ermetica insieme alla cannella, i chiodi di garofano, 200 g di zucchero e coprire con l’alcol. Chiudere ermeticamente il vaso e rigirarlo per far sciogliere completamente lo zucchero; lasciare macerare il tutto per un mese in un luogo fresco e buio, rigirando il vaso di tanto in tanto. Trascorso il mese, fare sciogliere lo zucchero restante in un pentolino su fuoco medio con 300 ml di acqua e lasciare bollire per 2 minuti, poi spegnere e lasciare raffreddare lo sciroppo. Intanto filtrare con un panno di cotone a trama fine il contenuto del vaso di vetro, schiacciando bene gli acini di uva fragola per farne fuoriuscire tutto il succo; aggiungere lo sciroppo ormai freddo e mescolare bene il liquore. Chiudere il liquore di uva fragola in bottiglie con tappo ermetico e lasciare riposare per almeno 10 giorni al fresco e al buio prima di consumarlo.
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