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Claudia, la regina dorata delle susine
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Una varietà antica, ritrovata in Umbria, che arriva dalla corte di Francia e che merita di essere riscoperta
C’è chi le chiama susine e chi preferisce definirle prugne, anche se questi epiteti hanno a voler vedere un significato diverso per gli esperti, che si riferiscono alle susine quando intendono i frutti freschi mentre parlano di prugne se vogliono chiamare in causa quelle essiccate come le celebri della California, una delle più importanti aree di produzione mondiale.

Anche in Italia e in Europa la coltivazione di questo frutto dell’estate è molto diffusa, con varietà dalla buccia di tante sfumature diverse, che variano dal giallo all’arancio fino al verde e al viola. La Regina Claudia è tra le più importanti, riconoscibile per via dei suoi frutti di forma sferica e di colore verde, tendente al giallo a maturazione completa.

Le piante madri sono state trovate nei comuni di Città di Castello e di Pietralunga, in provincia di Perugia, ma la “regina delle prugne” era diffusa in tutta l’Umbria, specialmente nelle zone di alta collina e montagna, ed era conosciuta anche come “dorata” per via del colore caldo della sua buccia sottile, lievemente cerosa, che assume qualche puntinatura rossa laddove è più esposta al sole. Gialla anche la polpa, molto profumata, succosa, dolce e saporita.

Anche l’albero di questa varietà, fertile e generoso in quanto a frutti, ha caratteristiche particolari che lo fanno distinguere dalla media della specie. Rustico e mediamente vigoroso, ha una fioritura medio-tardiva, intorno al 10 aprile, ed è quindi una pianta adatta alle zone dove le gelate si protraggono fino alla primavera inoltrata.

Com’è noto, prugne e susine esercitano un’azione lassativa che ne sconsiglia l’impiego a chi soffre di colite; in compenso, le rende un toccasana per chi ha l'intestino pigro. In ogni caso, è bene non eccedere nel consumo per ovvi motivi.

E se le prugne secche sono sconsigliate a chi segue una dieta ipocalorica e ai diabetici, dato l’alto contenuto di zuccheri, sono da tenere in buona considerazione da chi soffre di anemia, reumatismi e arteriosclerosi; sono anche indicate nei casi di affaticamento e di stress grazie alla loro capacità energizzante, dovuta anche alla ricchezza di potassio, utile tra l’altro per combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Diuretiche e stimolanti per la secrezione della bile, le prugne sono inoltre depurative per l’organismo.

Le susine, invece, sono ricche di vitamina A, potente antiossidante, utile per prevenire l’invecchiamento cellulare e le malattie degenerative. La vitamina A ha inoltre effetti benefici per pelle, unghie e capelli.

Curiosità e cenni storici
La varietà Regina Claudia deve il suo nome alla regina consorte di Francia (Claudia di Valois-Orléans, figlia maggiore di re Luigi XII di Francia e di Anna di Bretagna), moglie di Francesco I, alla quale fu dedicata. Per le sue caratteristiche era apprezzata già nel 1500 e dalla Francia, dov’era coltivata, è poi migrata nei nostri frutteti. Nella sua raccolta ottocentesca di alberi da frutto nostrani, Pomona italiana, il botanico Giorgio Gallesio la definisce la “Regina delle susine”. Ancora oggi è conosciuta in Francia e anche in Inghilterra.

La ricetta: Chutney di susine Regina Claudia verdi

Ingredienti:
250 g di susine Regina Claudia, 1 mela piccola, 70 g di zucchero di canna, 15 g di aceto di mele, 1 cipolla piccola, 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere, 1/2 cucchiaino di coriandolo macinato, il succo di 1/2 limone.

Preparazione:
Tagliare a pezzi le susine denocciolate, a cubetti la mela e a fettine la cipolla. In una casseruola far sciogliere a fuoco lento lo zucchero, il limone, l’aceto e le spezie. Aggiungere le susine, la mela e la cipolla e lasciare sobbollire per circa un’ora, mescolando di tanto in tanto sino a che il chutney non avrà raggiunto una consistenza densa. Per verificare la giusta consistenza del condimento, passare un cucchiaio di legno sul fondo della casseruola: se il cucchiaio si lascia dietro una striscia pulita, che non viene immediatamente riempita dal liquido, allora il chutney è pronto. Per conservare questo condimento, da utilizzare in seguito per insaporire la carne, riempire un vasetto precendentemente sterilizzato, chiudere ermeticamente e lasciar raffreddare capovolto.
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