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La generosità “pelosa” dell’ortica
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La fitta peluria urticante che la ricopre difende le sue numerose doti benefiche, alle quali si aggiunge una sorprendente bontà nel piatto
Il nome denuncia apertamente il rischio che corriamo quando ci avviciniamo troppo a qualunque parte dell’ortica, tutta ricoperta di una fitta perluria irritante per la pelle, anche solo a un contatto sfuggente.

Ma questa sua caratteristica è ben nota mentre non tutti sanno che esistono numerose specie di questa pianta, diffusa ovunque fino a circa 2500 metri d’altitudine, e in particolare nei terreni ricchi di sostanza organica, essendo “ghiotta” di azoto.

L’Urtica dioica e l’Urtica urens sono le più importanti, perenne la prima, annuale la seconda. Ma la differenza principale tra le due sta nel fatto che della dioica possiamo incontrare esemplari femminili e maschili, volendo, riconoscibili osservando i fiori: rispettivamente spighe pendule ed erette.

Una curiosità importante per la riproduzione di quest’erba, che non influisce però sulle sue virtù salutari e curative, mentre vale la pena di segnalare la particolare “cattiveria” dei peli urticanti della specie urens, con i cui steli “bisex” (i fiori maschili e femminili si trovano sulla stessa pianta) è meglio evitare incontri troppo ravvicinati.

Nonostante la non gradevolezza al tatto, tra le piante selvatiche ortica dioica e urens sono molto apprezzate e utilizzate entrambe per le loro proprietà, dovute a un’incredibile ricchezza di sostanze: vitamina C, clorofilla, sali minerali (silicio, ferro, calcio, manganese e potassio), carotene, acido formico, acido gallico, acido folico, tannino.

Grazie ai suoi componenti, l’ortica si rivela una piccola farmacia vegetale, con doti emostatiche, antireumatiche, cicatrizzanti, vasocostrittrici e antiflogistiche.

Per usufruire delle sue tante virtù potremo ricorrere al decotto, all’infuso oppure utilizzarla come sciroppo, ma anche il semplice succo fresco è molto efficace come disintossicante, depuratore e tonico dell’organismo, aiutando a eliminare gli acidi urici in eccesso.

Ricordiamo anche che l’ortica può dare una mano ad attutire le affezioni intestinali, essendo antiemorragica e astringente.

Addirittura miracolosa la sua efficacia nel rinforzare il cuoio capelluto prevenendo la perdita dei capelli e combattendo seborrea, forfora, acne ed eczema, anche quando interessano la pelle, soprattutto quella grassa. Allo scopo potremo utilizzare il succo appena ottenuto, mentre per alleviare irritazioni cutanee e aiutare le ferite a cicatrizzare sono indicati cataplasmi delle foglie di ortica sbollentate e tritate.

Non sottovalutiamo neppure la bontà nel piatto della generosa ortica che, previa bollitura entra con effetti inaspettati in minestre, risotti o frittate. Il suo gusto astringente e leggermente acidulo, molto gradevole, riuscirà a sorprenderci, purché avremo cura di raccoglierla e manipolarla con uno strategico paio di guanti protettivi, ai quali potremo rinunciare serenamente una volta cotte le belle foglie seghettate cuoriformi.

Cenni storici e curiosità

Il nome ortica deriva dal latino “urere” (bruciare), in riferimento ai suoi peli urticanti. Questa sua caratteristica ha alimentato credenze e tradizioni popolari come quella che, diffusa in tutta l’Europa centrale, invita a gettare una pianta di ortica nel focolare allo scopo di allontanare i fulmini. O ancora quella che attribuisce all’ortica la capacità di tenere lontani influssi negativi e malefici.

Tra i numerosi impieghi curativi dell’ortica, ormai per fortuna abbandonati, c’era quello, diffuso ai tempi degli antichi Greci e tra i Romani, di flagellare o strofinare con gli steli urticanti della pianta le parti del corpo affette da dolori reumatici, per stimolare benefiche reazioni.


La ricetta: Frittata alle ortiche

Ingredienti:
200 g di ortiche giovani, 5 uova, 50 g di soppressa di Verona,
origano, olio extravergine di oliva, sale.

Preparazione:
Sbollentare le ortiche in acqua salata, quindi strizzarle, sminuzzarle e unirle alle uova sbattute assieme a un pizzico di sale, alla soppressa sbriciolata e a un pochino di origano. Cuocere la frittata in un padella unta d’olio.
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