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Fragole: la forza antiossidante del rosso
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Le fragole sono ricche di vitamina C, tanto che ne contengono circa il 50% in più delle arance. Sono inoltre dispensatrici di fruttosio, uno zucchero a basso indice glicemico, che può essere consumato con moderazione anche da soggetti diabetici
Dolci e tenere, le rosse fragole che mangiamo nella bella stagione sono in realtà falsi frutti: si tratta infatti del ricettacolo fiorale che si accresce fino ad assumere la forma invitante e succulenta caratteristica, presentando sulla superficie tanti piccoli acheni (i semini, che qualcuno trova fastidiosi, e che sono i veri frutti).

Che siano di campo, grandi, sode e di sapore delicato, oppure le piccole di bosco, più tenere, dolci e intensamente profumate, le fragole sono ricche di vitamina C, tanto che ne contengono circa il 50% in più delle arance. Sono inoltre dispensatrici di fruttosio, uno zucchero a basso indice glicemico, che mantiene relativamente costante la glicemia e può pertanto essere consumato con moderazione anche dai soggetti diabetici.

Ma quello che le rende più preziose, oltre alla ridotta quantità di calorie (100 g apportano 30 Kcal), è l’elevata dose di due pigmenti, detti phytochemical, con potente azione antiossidante, ovvero il licopene e le antocianine, la cui presenza è denunciata dal colore rosso intenso delle fragole. Il licopene, lo stesso tipo di carotenoide di cui è ricco il pomodoro maturo, ha dimostrato la sua capacità di prevenire alcuni tipi di tumori, in particolare al seno e alle ovaie nelle donne, della prostata negli uomini. Le antocianine, invece, altrettanto efficaci nel combattere l’ossidazione cellulare causata dai radicali liberi, sono molto utili nel caso di disturbi che coinvolgono i vasi sanguigni, come la fragilità capillare, così come nella prevenzione dell’aterosclerosi indotta da alti livelli di colesterolo.

Ma per i più sensibili le fragole possono essere causa di sintomi fastidiosi, come l’orticaria, per via del loro elevato potere allergizzante, che favorisce la liberazione di istamina, dovuto proprio alla presenza dei numerosi “semini”, gli acheni. Per questo le fragole vengono spesso consumate dopo una lunga macerazione nel succo di limone, tra l’altro disinfettante e antisettico, che tende ad ammorbidirle facendo cadere i piccoli semi. In compenso, però, le fragole sono rimineralizzanti, rinfrescanti e diuretiche, tutte caratteristiche che contribuiscono a controllare la pressione alta e a svolgere un’azione depurativa oltre che disintossicante.
Per chi ama la cosmesi naturale, le fragole hanno la fama di essere efficaci nel prevenire o limitare la formazione delle rughe sul volto, di tonificare la pelle e di renderla morbida e vellutata. Il succo di fragola, oltre a lenire le scottature solari, viene poi usato come ingrediente di composti ad azione schiarente, emolliente e rivitalizzante.

Cenni storici e curiosità

Originaria delle Alpi, dove cresceva allo stato selvatico, la fragola (Fragaria vesca) veniva chiamata fragrans dai Romani, in omaggio al suo intenso profumo. E proprio i Romani la portavano sulla tavola in occasione delle feste in onore del bellissimo Adone, amato da Afrodite. La quale, secondo la leggenda, quando Adone morì pianse copiose lacrime, che, una volta a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole, appunto. Se nei tempi antichi le fragole si cercavano nei boschi, oggi vengono per lo più coltivate. Inizialmente, fino al XVII secolo, in Europa venivano allevate piante di specie selvatiche autoctone e altre introdotte dall’America del Nord. In seguito, fu un ufficiale francese a importare dal Cile le piante-madre utilizzate come base per la costituzione di tutte le coltivazioni attualmente diffuse.

La ricetta: fragole all’indiana

Ingredienti per 6 persone:
1 ananas medio, 500 g di fragole, 100 g di zucchero, 2 cucchiai di kirsch

Preparazione:
Tagliare la parte superiore dell’ananas e lasciarla da parte, poi togliere la polpa dall’interno scavando con un cucchiaio. Quindi eliminare le parti più dure, tagliare la polpa a pezzetti e mescolarli con le fragole, già lavate e sgocciolate.
Cospargere di zucchero e bagnare col kirsch, lasciando a macerare al fresco per due o tre ore.
Un’ora prima di servire, riempire l’ananas svuotato con il composto di frutta.
Richiudere l’ananas col “coperchio”, posare il frutto dritto sul piatto e circondarlo di cubetti di ghiaccio.
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