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Cosa si intende per succhi di frutta?   
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Cosa si intende per succhi di frutta?

Succhi di frutta: scopriamoli meglio insieme con la dottoressa Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni.
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Cosa si intende per succhi di frutta?
Succhi di frutta: scopriamoli meglio insieme con la dottoressa Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni.
Le giornate calde dell’estate portano con sé la voglia di mangiare alimenti freschi e di facile consumo, anche stando in giro. E così spesso, per un fuoripasto di metà mattina o metà pomeriggio, si opta per quelle bevande derivate dalla frutta come succhi, spremute o bevande alla frutta. Delle loro caratteristiche e proprietà ne parliamo con la dottoressa Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni. 
 
Dottoressa Oggionni, cosa si intende per succhi di frutta? 
Con il termine generico “succhi di frutta” si identificano tutte le bevande contenenti una certa percentuale di succo di frutta. Il mercato della grande distribuzione è piuttosto ricco di gusti, si va dal classico albicocca, pera e arancia a mela, pesca, ananas, mirtillo a cui si aggiungono combinati sempre più fantasiosi che introducono anche frutta esotica. In realtà per “succo di frutta” si definiscono solo i succhi composti al 100% da frutta.
 
Quali sono le altre bevande “alla frutta” e in che percentuale la contengono? 

Ci sono i “nettari di frutta” ottenuti da diversi tipi di succo, più o meno concentrato, le puree di frutta, o un mix di questi ai quali viene aggiunta acqua con o senza aggiunta di zuccheri. Solitamente riguardano frutti che producono un succo piuttosto denso; per questo tipo di prodotti deve essere definita nell’etichetta la percentuale di succo e/o purea che può variare dal 25 al 50% in base al tipo di frutta utilizzata.

Ci sono poi le “bevande a base di frutta” o le “bevande alla frutta” dove la percentuale di succo non dovrebbe essere inferiore al 12%, come anche le “bevande al gusto di frutta” che hanno ben poca frutta, sotto il 12%, e a volte sono solo aromatizzate artificialmente.
Sul mercato ci sono anche i frullati o smoothies che hanno il 100% di frutta ma sono più densi e corposi dei succhi o nettari.
 
Attenzione quindi a leggere l’etichetta di tutti questi prodotti per capire la loro reale composizione e per verificare il loro potere calorico che non è da non sottovalutare.
 
I succhi di frutta quindi possono però essere molto calorici
Come sempre è meglio bere un succo di frutta che una bibita gassata, ma se vogliamo seguire le regole del mangiar sano, prediligiamo succhi di frutta senza zuccheri aggiunti. Facciamo qualche esempio: un succo di frutta pesca o pera zuccherato contiene circa 130-140Kcal per brik da 200 ml.
Per quanto riguarda 1 bicchiere di spremuta d’arancia o succhi al 100% senza aggiunta di zuccheri, arriviamo a circa 70-80Kcal.  
 
Ma se dovessimo scegliere, meglio la frutta intera che un succo o una spremuta?
La risposta non può che essere meglio la frutta intera perché oltre a saziare di più è un alimento al suo stato naturale che contiene tutte le sue proprietà rispetto a una forma lavorata. I succhi perdono quasi tutta la fibra e, in parte, anche alcune vitamine che però l’industria alimentare, per legge, può integrare.
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