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Difendiamo il cuore dal caldo  
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Difendiamo il cuore dal caldo

L'afa puņ causare disturbi anche gravi...
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Difendiamo il cuore dal caldo
L'afa puņ causare disturbi anche gravi...
L'afa può causare disturbi ben più gravi della semplice spossatezza. Il più comune è il collasso cardio-circolatorio. Ecco come prevenirlo.

Caldo africano, afa e umidità, questa tremenda ‘cappa’ che crea l’effetto serra nelle città non è da sottovalutare perché può dare molteplici disturbi ben più gravi della semplice spossatezza. Il più comune è il collasso cardio-circolatorio, una sorta di svenimento dovuto alla scarsa sudorazione tipica del caldo umido, che ostacola la dispersione di calore mantenendo alta la temperatura corporea. Più frequente nelle persone già deboli e in quelle che patiscono il caldo, il collasso si annuncia con un senso d’ansia, stanchezza, mal di testa. Poi la pelle si fa fredda, sudata e pallida e, se non ci si sdraia al fresco con le gambe sollevate, si rischia di svenire. Approfondiamo l’argomento e vediamo come prevenire questo disturbo con il dottor Edoardo Gronda, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Clinica e Terapia dello Scompenso Cardiaco di Humanitas.

Perché il buon funzionamento del cuore è a rischio con il caldo?

“Il funzionamento del cuore è a rischio con l’arrivo del caldo africano per il superlavoro che è costretto a fare a causa della vasodilatazione da eccessiva sudorazione; senza contare che la tachicardia è aggravata dalla perdita di elettroliti indispensabili alla funzione cardiaca. In pratica l'organismo, grazie al meccanismo di termoregolazione, sa adattarsi ai mutamenti climatici con una notevole efficienza. Nel caso del caldo, il corpo svolge correttamente le sue funzioni entro un certo intervallo di temperatura e, se ci si avvicina troppo al limite superiore, scatta la sudorazione, meccanismo di difesa che porta alla refrigerazione. Le ghiandole sudorifere secernono il sudore e questo, evaporando, provvede a raffreddare la pelle. Ovviamente il sistema funziona finché c'è acqua nell'organismo. Quando questa finisce cominciano i problemi e si ha, appunto, il classico ‘colpo di calore’. Se, poi, l'atmosfera è molto umida come quella che caratterizza il periodo estivo degli ultimi anni, l'evaporazione del sudore viene ostacolata e il risultato finale è lo stesso: si alza la temperatura corporea aggravando gli effetti della disidratazione. Infatti, un altro aspetto da tenere presente è che sudare molto senza reintegrare l'acqua persa riduce il volume del sangue: in questo modo si abbassa bruscamente la pressione arteriosa fino a mettere in crisi la circolazione. Sempre a danno del cuore, poi, c'è il fatto che sudare sottrae al corpo alcuni sali (ad esempio il potassio) fondamentali per l'attività elettrica del muscolo. Se il livello di questi sali, chiamati elettroliti, si riduce eccessivamente, l'attività elettrica del cuore può essere profondamente compromessa, con la conseguenza di gravi alterazioni del circolo”.

Chi è più a rischio?

“Bambini e anziani sono sicuramente le persone più a rischio. I bambini perché nel loro organismo c’è più acqua in proporzione rispetto agli adulti e così deve essere; quindi, sono più sensibili alla disidratazione. Per questo il bambino, che normalmente avverte lo stimolo della sete con maggiore prontezza, deve essere adeguatamente soddisfatto. Gli anziani, invece, al contrario dei bambini, hanno nell’organismo una minore presenza di acqua rispetto all’adulto sano più giovane, per cui si disidratano in fretta. Inoltre, gli anziani avvertono meno lo stimolo della sete (perché il sistema talamico dove questo si genera è meno attivo) e, quindi, vanno incontro più facilmente a disidratazione, che provoca come conseguenza l’ipotensione. Spesso, fra l’altro, gli anziani assumono dei farmaci per abbassare il valore della pressione, per cui i disturbi possono essere più repentini e seri di quanto atteso”.

Quali sono i sintomi cui prestare attenzione?
“I segnali tipici del collasso da surriscaldamento in arrivo sono:
- mal di testa
- vertigini
- spossatezza
- pelle fredda, sudata e pallida che, nei casi più gravi, diventa asciutta e priva di elasticità ed ipertermica
- tachicardia
- pressione bassa
- crampi muscolari se si stava svolgendo attività fisica
- spesso si presentano anche nausea o vomito.
Di fronte a questi segnali si deve sospendere qualsiasi attività, cercare un luogo fresco e bere per cercare di abbassare la temperatura corporea. Si può anche utilizzare un ventilatore o applicare sul corpo o sulla testa degli asciugamani bagnati. Se, invece, il collasso è già arrivato e la persona è priva di conoscenza, conviene tenerla sdraiata con le gambe sollevate, se possibile su un fianco in modo che riprendendosi non soffochi in caso di vomito. E' invece inutile tentare di farla rinvenire con schiaffi o scuotendola, mentre se si rianima con ripresa completa dello stato di coscienza può essere utile una cauta somministrazione di bevande non fredde che contengano sali minerali. In ogni caso, di fronte a una perdita di coscienza è sempre meglio rivolgersi al medico o al pronto soccorso”.

Cosa consiglia di fare per prevenire il collasso?
“Il modo migliore per evitare un collasso è bere molto per non disidratarsi: l’acqua va benissimo, come anche gli integratori salini, mentre si devono evitare la caffeina o altri stimolanti. Chi, invece, in situazioni di calore elevato evita di bere perché non vuole sudare, sbaglia. Anche l’alimentazione è importante, per cui via libera a frutta e verdura (ricche di acqua e vitamine) e cibi leggeri, evitando invece quelli troppo calorici (creme, cibi elaborati, fritti, intingoli). Rischiare un collasso, infine, è molto più facile se ci si sottopone ad una attività fisica intensa nelle ore più calde come quelle del pomeriggio (per esempio una partita di calcio o di tennis alle due del pomeriggio)”.

A cura di Lucrezia Zaccaria
 
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