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Il pranzo di Pasqua  
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Il pranzo di Pasqua

I consigli della dietista per sopravvivere al pranzo di Pasqua
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Il pranzo di Pasqua
I consigli della dietista per sopravvivere al pranzo di Pasqua
Come per le principali festività, anche la Pasqua porta con sé la tradizione del pranzo. Magari non solo in famiglia ma anzi, più spesso, in compagnia (non a caso il proverbio recita: Natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi). Buona regola è però evitare gli eccessi alimentari anche se si restringono a pochi giorni di festa. Ne parliamo con Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni, il cui primo consiglio è contenere le dosi: mangiare sì ma porzioni ridotte.

Quali possono essere i consigli per preparare un buon pranzo?
“Diciamo che siamo fortunati perché per le festività pasquali la tradizione culinaria italiana vuole agnello e capretto protagonisti della tavola, che sono carni bianche sufficientemente magre se poco elaborate.

L’attenzione infatti va posta anche alla preparazione dei cibi: gli altri ingredienti utilizzati per cucinare carni e primi piatti, sia di pasta che di riso, a partire dalla panna, burro, besciamella sono ricchi di grassi saturi; stesso discorso anche per gli intingoli e le preparazioni a base di verdura ma ricche di olio.

Per quanto riguarda l’uovo, che tradizione pasquale vuole sodo, direi che ce lo possiamo permettere: contiene proteine nobili in poche calorie (1 uovo corrisponde a un bocconcino di formaggio parmigiano da 20 gr), anche se di solito viene utilizzato come alternativa ad un secondo piatto”.

Colomba e uova di cioccolata non possono però mancare in tavola
“La colomba, nonostante l’aspetto, è un dolce tutt’altro che leggero ed ha un apporto calorico simile al panettone; è quindi consigliabile concedersene un pezzettino, un terzo di ala tanto per quantificare, soprattutto perché offerta alla fine di un pranzo già sufficientemente calorico.

Anche per quanto riguarda le uova di cioccolata, il discorso è lo stesso. Un pezzetto non fa male e meglio se il cioccolato è fondente. Il cioccolato è un alimento molto calorico che può essere inserito nella dieta di ciascuno in base al fabbisogno energetico e nutrizionale soggettivo: nel cacao sono presenti alcuni antiossidanti che esercitano effetti positivi sull’organismo; attualmente è noto che non tutti i grassi saturi sono egualmente dannosi ed alcuni, ben presenti nel cioccolato, sembra abbiano un effetto neutro sul colesterolo nel sangue; il cioccolato stimola inoltre il rilascio delle endorfine, i tranquillanti naturali dell’organismo e contiene altre sostanze che agiscono sull’umore, ma di fatto, però, nessuna di queste sostanze sembra essere presente in quantità sufficiente a produrre effetti reali. Quando consumato con moderazione, il cioccolato non solo fornisce nutrimento e piacere ma può anche essere considerato come parte di una alimentazione sana ed equilibrata. Il consiglio è di fare attenzione al tipo di cioccolato acquistato perché gli elementi positivi si riducono man mano che la percentuale di cacao si riduce”.


Dopo un pranzo importante, che tipo di cena è bene consumare?

Per la cena è consigliabile un pasto leggero, magari con un primo semplice brodoso e una fettina di carne magari avanzata dal pranzo per mettere a riposo lo stomaco. Digiunare o seguire diete drastiche non serve a nulla perché tra eccessi e restrizioni si mette l’organismo in difficoltà e si rischia di peggiorare la situazione.

Se però i consigli non sono serviti, il movimento è l’arma migliore per combattere gli eccessi. Già nelle passeggiate di Pasquetta, a piedi o in bici, si possono consumare una parte delle calorie accumulate, anche se è ovvio che muoversi dovrebbe essere un’abitudine giornalera.

Finita la festa, spesso i dolci pasquali restano per diversi giorni nelle nostre dispense. Come ci dobbiamo regolare perché non incidano troppo nella dieta quotidiana?
“Meglio frazionarli nel tempo e nell’arco della giornata. Una fetta di colomba si può mangiare al mattino per colazione e il cioccolato si può riutilizzare sciogliendolo per fare delle torte o in aggiunta a una fetta di pane come merenda per i bambini”.
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