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Frutta secca: non solo prelibatezza...  
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Frutta secca: non solo prelibatezza...

scopriamo vizi e virtù di questo alimento spesso sottovalutato
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Frutta secca: non solo prelibatezza...
scopriamo vizi e virtù di questo alimento spesso sottovalutato
Noci, mandorle, fichi secchi, arachidi: ecco alcuni dei frutti che soprattutto nel periodo natalizio ed invernale arricchiscono le nostre tavole.
La frutta secca però, oltre ad essere un invitante frutto tipicamente natalizio, può definirsi un vero e proprio concentrato di sostanze nutritive godibile durante tutto l’anno.
Questa tipologia di frutta è considerata infatti un alimento ricchissimo di sali minerali, vitamine, grassi essenziali e di fibre che contribuiscono a un buon funzionamento intestinale.
Una combinazione ipercalorica e energetica ideale per spuntini e per rinvigorire l’organismo durante l’attività sportiva.
Ne parliamo con la dottoressa Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Dottoressa Oggionni, dal punto di vista nutrizionale la frutta secca può considerarsi un alimento completo?
Abbastanza. Cominciamo a dire che con il termine frutta secca comprendiamo sia la frutta oleosa sia quella disidratata.
Per frutta secca oleosa intendiamo mandorle, noci, nocciole, pinoli e pistacchi e tutti quei frutti caratterizzati da un seme commestibile racchiuso da un guscio legnoso. Apportano energia sotto forma di grassi, formati da acidi grassi insaturi sia mono che polinsaturi: i cosiddetti grassi “buoni” ,che non contengono colesterolo; hanno un buon contenuto di fibre, minerali come calcio, magnesio, fosforo, rame, zinco e selenio, vitamine del gruppo B, acido folico e vitamina E.
Per frutta secca disidratata invece intendiamo datteri, prugne, uva sultanina, fichi, banane, mela e albicocche sottoposte ad un processo di essicazione. Ha le stesse caratteristiche dei corrispettivi frutti freschi tranne che per l’acqua ed alcune vitamine particolarmente fragili come la vitamina C che si perdono con il processo dell’essicazione; è quindi ricca di zuccheri e povera di grassi, ma è anche una buona fonte di fibre, sali minerali come potassio, sodio, magnesio, calcio, ecc, e vitamine come la provitamina A.

In quali occasioni consiglierebbe di consumarla?
Le linee guida di una corretta dieta alimentare suggeriscono il consumo di frutta secca per inaugurare la giornata, come spuntino di metà mattina o pomeriggio, oppure come scorta energetica durante l’attività fisica. Considerando la comodità di avere nella frutta disidratata un’ottima fonte di zuccheri di facile assimilazione in piccoli volumi, è spesso utilizzata dagli sportivi sia durante che dopo l’attività fisica.
Invece la frutta secca oleosa, tra gli acidi grassi insaturi che la compongono, ne contiene alcuni essenziali come l’alfa-linolenico e il linoleico, rispettivamente appartenenti alla famiglia degli omega 3 e 6: numerosi studi hanno soprattutto evidenziato come gli Omega 3 aiutino a diminuire il rischio di alcune malattie (cardiache, ictus, diabete, depressione, obesità, cancro). E’ una buona fonte di proteine (da 14 a 30 grammi ogni 100 di prodotto) anche se non sono proteine ad alto valore biologico; contiene sali minerali come potassio e fosforo, ma anche ferro (in particolare nei pistacchi) e calcio soprattutto in mandorle, nocciole e pistacchi; in generale è una buona fonte di vitamina E anche se i frutti più ricchi sono le mandorle e le nocciole.
Considerate le sue proprietà energetiche, è consigliabile quindi consumare la frutta secca lontano dai pasti correggendo quelle abitudini alimentari che prevedono il suo consumo a fine banchetto, appesantendo in questo modo l’apporto calorico e la digestione.

Se consumata in maniera smodata può fare ingrassare?
Purtroppo sì. Generalmente, i regimi ipocalorici non prevedono un consumo di frutta disidratata essendo quest’ultima, contrariamente alla frutta fresca, priva di acqua e quindi con un minor potere saziante gastrico. Per di più, con i processi di essicazione alcune delle vitamine presenti subiscono una degradazione; mentre per la frutta secca oleosa sono stati evidenziati, da diversi studi, i suoi benefici sul nostro organismo. Sarebbe quindi sconveniente eliminare completamente questo alimento dal proprio menù alimentare, ed è invece opportuno monitorarne attentamente la quantità assunta per non nuocere al proprio bilancio calorico giornaliero.
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