Iper la grande i
Leggi il regolamento Non riesci a registrarti? Registrati a NaturaleClub
Facebook Twitter Youtube
 
Seguici su:
Login ricorda password
 
 
Diete
Cardiopatie:
chi, come e perchè dovrebbe fare i controlli.
La patologia cardiovascolare è la patologia di più frequente riscontro nella popolazione adulta dei paesi occidentali, basti pensare che tutt’oggi quasi metà delle morti sono legate ad eventi cardiovascolari.

La frequenza è nettamente ridotta nei paesi del Terzo Mondo, soprattutto per i differenti stili alimentari.

Benché nessuna fascia di età possa dirsi del tutto esente dalla possibilità di avere una patologia coronarica, tuttavia è ovvio che uno dei principali fattori di rischio sia costituito dall’età, nel senso che più si è avanti con gli anni, più è alta la possibilità che un evento del genere accada.

Non c’è un’età fissa nel quale il rischio inizia, ma è importante che ognuno di noi sia consapevole dei propri livelli di pressione arteriosa, di colesterolo, di trigliceridi e di glicemia già intorno ai 30 anni e che tenga controllati tali valori almeno una volta l’anno, soprattutto se sono presenti alti fattori di rischio importanti, quali il fumo di sigaretta e – fattore importantissimo – la familiarità, ovvero la presenza in famiglia di parenti che abbiano avuto un evento cardiaco, specie se in età giovanile (inferiore ai 55 – 60 anni). Un certo ruolo sembra giocarlo anche il sovrappeso, specie se l’accumulo di adipe avviene proprio sulla circonferenza della vita.

Le donne – fintanto che sono in età fertile – hanno un rischio minore di eventi cardiaci, poiché gli estrogeni esercitano un effetto protettivo su questa patologia.

Un restringimento di un’arteria coronarica si manifesta in genere con un dolore di tipo gravativo (“come se avessi un peso”) o costrittivo (“come avessi qualcosa che mi stringe”) al centro del torace. Il dolore si manifesta in genere durante attività fisica, esposizione al freddo o emozioni violente e recede interrompendo l’evento scatenante.
Se il dolore non termina, potrebbe trattarsi di un vero e proprio infarto, fenomeno legato all’occlusione di una coronaria.
Se un evento di tale genere accade, è ovvio che il controllo sui fattori di rischio che sono stati citati in precedenza deve essere ancora più serrato: il colesterolo e i trigliceridi, ad esempio, devono essere stabilizzati su valori ancora più bassi che nei soggetti che non hanno avuto l’evento.

Si deve tenere ben presente che “controllo” è diverso da “mania”: non esistono cibi o bevande vietate: quello che è fondamentale è il buon senso.
Ad esempio, non è per nulla vero che non si possa bere un bicchiere di vino: anzi, un bicchiere di vino durante la giornata è addirittura consigliabile; così, non è vero che sia vietato il formaggio, ma questo alimento non deve costituire la parte finale di un pranzo dove sono già stati consumati pasta e carne.

L’unico divieto che va prescritto a chiunque, sia che abbia avuto un evento cardiaco sia che non l’abbia avuto, è quello di fumare.
Conosci gli esperti di Humanitas ›
   
registrati su naturale club