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Diete
Cachi...
Il frutto che arriva dall'Oriente...
I cachi è un frutto che viene dall’Oriente. La sua origine è cinese ma è molto diffuso, fin dall’antichità, anche in Giappone. Oggi, però, il cachi è un frutto anche un po’ italiano visto che ogni anno nel nostro Paese se ne producono circa 65mila tonnellate, delle quali più della metà in Campania. Ci racconta le proprietà di questo frutto autunnale Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni.
 
Quali sono gli apporti nutrizionali del cachi?

«Consumato crudo, il cachi assicura un buon apporto di vitamine e sali minerali. Tra le vitamine sono presenti la C (ma ne ha circa la metà rispetto l’arancia), ed è un concentrato di caroteni, precursori della vitamina A, importante per la vista, la pelle e il sistema immunitario. Rispetto agli altri frutti arancioni, contiene più Provitamina A del melone ma meno dell’albicocca, e con un cachi si copre un fabbisogno pari a circa il 50%. Ha anche una buona percentuale di fibre (circa il 2,5%) che insieme al contenuto d’acqua può essere considerato un aiuto naturale contro la stitichezza. Tra i sali minerali invece, il più presente è il potassio».
 
Ci sono situazioni in cui è meglio evitarne il consumo?

«Anche se è costituito da più dell’80% da acqua, il cachi è composto da una percentuale del 16% di zuccheri. Una presenza cospicua che lo rende, come la restante frutta tipica dell’autunno, da evitare per chi soffre di diabete essendo zucchero semplice. L’apporto calorico inoltre è abbastanza cospicuo: in 100 grammi di frutto ci sono circa 65-70 chilocalorie. Per questi motivi può essere considerato un ottimo toccasana per chi consuma molte energie, facendo ad esempio sport; deve invece essere consumato molto moderatamente da chi sta seguendo una dieta dimagrante».
 
Qual è il miglior modo per mangiarlo? Quello che preserva al meglio le sue qualità positive?

«Come per tutta la frutta, il cachi dovrebbe essere sempre consumato crudo, in modo da preservarne gli effetti vitaminizzanti. Importante è anche il suo grado di maturità: non bisogna dimenticare che più trascorre il tempo e più gli zuccheri sono destinati ad aumentare. Se raccolto troppo precocemente ha un contenuto basso in zuccheri ma la componente tannica fornisce quel caratteristico gusto che dà la fastidiosa sensazione di “bocca legata”»
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