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Il bio dà una mano all'ambiente e alla salute
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Il bio dà una mano all'ambiente e alla salute
Perché preferire i prodotti da agricoltura biologica può assumere il significato di una scelta etica
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“Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”.

È una frase che la dice lunga sui tanti motivi che spiegano perché è meglio preferire i prodotti biologici.

Il primo spunto lo dà già il termine “bio”, che deriva dal greco bios, che significa “vita”. Il metodo dell’agricoltura biologica, infatti, si propone di rispettare la vita intesa in senso lato: risorse naturali, flora, fauna, benessere dell’uomo.

Cosa vuol dire scegliere bio
Chi sceglie bio, perciò, è sicuro di partecipare alla protezione dell’ambiente e al tempo stesso di avere cura della propria salute, acquistando prodotti indenni da contaminazioni dovute all’utilizzo della chimica di sintesi e dei discussi Ogm (Organismi geneticamente modificati), ovvero esseri viventi con un genoma manipolato artificialmente dall’uomo attraverso tecniche di ingegneria genetica al fine di ottenere determinate caratteristiche utili; per esempio, nel caso delle sementi, una maggiore resistenza ai patogeni e agli stress ambientali e quindi una resa superiore. Ma quali possano essere le conseguenze dell’incrocio tra specie naturali e geneticamente modificate (per esempio sulla biodiversità naturale) è una domanda ancora controversa che continua a suscitare perplessità. Lo stesso vale per gli effetti degli Ogm sull’organismo umano.

Chi sceglie bio, poi, oggi lo fa anche senza rinunce, perché i cibi “al naturale” sono saporiti e di aspetto gradevole tanto quanto quelli da agricoltura convenzionale: sono ormai lontani i tempi in cui sugli “scaffali verdi” si trovava ben poco, e quel poco era di una qualità che, quantomeno per gli occhi, risultava non sempre appagante. In passato, infatti, l’agricoltura biologica è stata relegata a un ruolo di serie B perché meno produttiva, limitata a zone circoscritte e a piccoli produttori, rivolta a pochi consumatori disposti ad accettare prodotti “imperfetti”, ma caratteristici di un mondo contadino antico, ricco di amore e di rispetto verso la natura e i suoi cicli. Oggi, invece, i cibi bio e i loro sapori sono entrati perfino nell’alta gastronomia, con un’offerta che copre tutta la gamma dei generi alimentari, dall’ortofrutta al vino, compresi i prodotti voluttuari.

All’agricoltura convenzionale va riconosciuto il risultato di avere ottimizzato le rese agricole, nell’ottica di riuscire a nutrire una popolazione mondiale sempre più numerosa. Tuttavia, non ha affrontato i pericoli per l’ambiente legati a un approccio finalizzato al massimo rendimento fondiario. Infatti, il metodo convenzionale si basa sulla pratica di monocolture intensive e sull’utilizzo sistematico della chimica di sintesi (diserbanti, fertilizzanti e pesticidi), con la necessità di sempre nuovi prodotti, più tossici, per combattere i parassiti che diventano resistenti ai trattamenti. Ma questi prodotti, poi, si disperdono nell’ambiente. Una delle conseguenze è la drastica diminuzione della biodiversità, caratterizzata dalla progressiva scomparsa di specie, sia animali, sia vegetali. Oltre alle ripercussioni sull’ambiente, il pericolo per l’uomo è quello di assumere alimenti, compresa l’acqua, che contengono residui dei prodotti chimici utilizzati.

In che cosa si differenziano le tecniche dell’agricoltura biologica?
Escludendo, per principio, il ricorso a prodotti chimici di sintesi e a organismi transgenici (Ogm) o loro derivati in ogni fase del ciclo agrario, vale a dire dalla preparazione del terreno alla conservazione del prodotto. Pertanto, le principali tecniche di fertilizzazione e difesa nella coltivazione biologica sono:

- L’utilizzo di piante resistenti e di animali antagonisti naturali dei parassiti;
- L’incremento e mantenimento della fertilità naturale del terreno mediante l’utilizzo di tecniche di lavorazione non distruttive;
- La pratica della rotazione colturale e del sovescio, interrando piante coltivate per arricchire la dotazione organica del suolo;
- La pratica della concimazione organica, riducendo così il più possibile l’utilizzo di risorse non rinnovabili;
- Nella zootecnia, è escluso l’allevamento in batteria così come quello intensivo, con la garanzia per gli animali di una vita conforme alle esigenze specifiche della specie, avendo particolare cura del loro benessere

A differenza di quanto si potrebbe credere, le pratiche biologiche non sono un ritorno al passato, a un modello arcaico di produzione, ma un salto nel futuro. Si tratta di guardare all’agricoltura con una nuova consapevolezza, più attenti agli effetti negativi riscontrati sia sulla salute dell’uomo, sia sull’ambiente. L’agricoltura biologica permette, infatti, di ottenere prodotti senza alterare l’habitat naturale, nel rispetto degli equilibri biologici, della naturalità e della stagionalità dei prodotti, e senza influire negativamente sulla salubrità delle produzioni ottenute.

Ma come viene garantita la nostra scelta di acquisto?
I prodotti bio si distinguono da quelli convenzionali perché sono sottoposti a una normativa rigorosa: sia il processo produttivo, sia il prodotto finito sono controllati e garantiti da organismi riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Questi hanno il compito di verificare e certificare che in tutte le fasi della produzione (dalla preparazione del terreno alla trasformazione, fino allo stoccaggio e alla distribuzione) vengano rispettate le regole europee e nazionali stabilite e preventivamente sottoscritte. A loro volta, gli organismi di controllo sono tenuti a rispondere del loro operato alle autorità competenti.

Per chi acquista, il prodotto biologico è riconoscibile da un’etichetta che indica il nome dell’agenzia di controllo, il suo codice identificativo, il riferimento all’origine da agricoltura biologica del prodotto e, facoltativamente, il logo europeo del biologico (un cerchio verde che circoscrive una spiga di grano stilizzata e circondata da stellette).

Già da anni Iper propone nel suo assortimento una vasta selezione di prodotti da agricoltura biologica, ma ora ha scelto l’impegno diretto. È infatti in arrivo una completa linea di prodotti bio a marchio Iper che spazierà nel campo del food e del non alimentare, incluso l’abbigliamento: per esempio, capi realizzati in filati di cotone biologico certificato con la massima garanzia di sicurezza, che affiancheranno cibi di elevata qualità e accurata ricerca con cui Iper assicura in prima persona (oltreché attraverso la certificazione di legge) l’applicazione rigorosa delle tecniche di produzione da agricoltura biologica.

La redazione di iNaturale.it
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