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Cresce la raccolta differenziata, ma occhio agli errori!
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Cresce la raccolta differenziata, ma occhio agli errori!
L’indagine Istat riguardo agli Indicatori Ambientali Urbani relativi al 2009 ha fotografato la situazione dell’ambiente nel nostro Paese analizzando i dati relativi alla qualità dell’aria, ai livelli di inquinamento atmosferico e acustico...
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L’indagine Istat riguardo agli Indicatori Ambientali Urbani relativi al 2009 ha fotografato la situazione dell’ambiente nel nostro Paese analizzando i dati relativi alla qualità dell’aria, ai livelli di inquinamento atmosferico e acustico, alla condizione dei trasporti pubblici, al verde urbano, alla raccolta dei rifiuti e al consumo di energia. La rilevazione, che ha preso in esame 116 capoluoghi di provincia, nei quali risiede il 29,8% della popolazione italiana, mostra come la situazione ambientale del nostro paese sia in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti.

In particolare, i dati dimostrano un andamento piuttosto incoraggiante della raccolta differenziata, che rappresenta il 30,4% della produzione di rifiuti urbani e che in un anno è salita di quasi due punti percentuali, facendo ben sperare per il futuro. Proprio per rendere la pratica della raccolta differenziata ancora più efficace, bisogna ricordare che ci sono alcuni rifiuti che possono trarre in inganno, in quanto, nonostante le apparenze, non sono differenziabili nei comuni bidoni per carta, plastica e vetro. In alcuni casi, si tratta di piccole “sorprese”, che smentiscono le nostre convinzioni più comuni.

La carta

Per quanto riguarda la carta, ad esempio, non possono essere gettati nell’apposito contenitore tutti quei prodotti che sono stati trattati con tinture o con altre sostanze chimiche, come gli scontrini o alcune carte da regalo, dai colori intensi e dalle sfumature brillanti. Così come i cartoni della pizza usati, troppo grassi per poter essere riciclati, e i tovaglioli e fazzoletti di carta, che vanno invece destinati al compostaggio (a meno che, nell’uso, non abbiano assorbito delle sostanze particolari, che potrebbero causare danni al compost). In genere, non è possibile recuperare la carta che è stata esposta all'acqua, perché le sue fibre possono essere state danneggiate.

Inoltre, non è possibile recuperare la carta e la plastica dei pannolini usa e getta, per i quali è necessaria una raccolta apposita, che in alcuni Comuni italiani è stata effettivamente predisposta. Tuttavia, per evitare di sbagliare, sarebbe preferibile scegliere dei pannolini biodegradabili, che sono compostabili, o dei pannolini lavabili. Per quanto riguarda i contenitori per succhi di frutta e tutti altri contenitori di bevande rivestiti di cartone, alcune aziende di imballaggi come Tetra pack hanno iniziato a produrne di riciclabili. Come norma generale, bisogna ricordare che i prodotti recuperabili sono sempre contrassegnati dall’apposito simbolo; se questo non c’è, vuol dire che non sono differenziabili.

La plastica

Per quanto invece riguarda la plastica, le stoviglie usa e getta non sono riciclabili e vanno gettate nell'indifferenziata. Fanno eccezione i prodotti in bioplastica biodegradabile come il mater-Bi, che possono essere compostati. Non vanno differenziati neanche i sacchetti di plastica: è comunque buona norma pulirli e riutilizzarli, in modo non si disperdano nell'ambiente. Nel bidone della plastica vanno inseriti solo i contenitori contrassegnati dall’apposito simbolo: per provvedere al corretto smaltimento di contenitori e scatole non recanti il simbolo è sempre bene rivolgersi al proprio gestore comunale.

Tra i casi che potrebbero trarre in inganno ci sono le lampadine a risparmio energetico, che sono riciclabili ma che, contenendo una piccola quantità di mercurio, non possono essere gestite come le comuni lampadine di casa: è il consorzio Ecolamp ad occuparsi del loro smaltimento e in diverse città italiane sono allestiti degli appositi punti di raccolta.

Rifiuti pericolosi

Infine, vanno smaltiti separatamente, secondo appositi sistemi di recupero, tutti i rifiuti pericolosi, inclusi i prodotti chimici di uso casalingo, l'olio del motore, l'antigelo ed altri liquidi refrigeranti; le batterie; i rifiuti sanitari, come siringhe, tubi e bisturi; le gomme e i pneumatici.

È il sistema di riciclaggio municipale ad avere l'ultima parola su ciò che può essere recuperato e sulle modalità del recupero: per questo, in caso di dubbio, non bisogna esitare a contattare l’ufficio competente del proprio Comune e richiedere delle linee guida più precise e dettagliate.
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