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Come smaltire correttamente i rifiuti elettronici: al via il ritiro “uno contro uno”
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Come smaltire correttamente i rifiuti elettronici: al via il ritiro “uno contro uno”
Nelle nostre case fanno bella mostra di sé apparecchiature ed elettrodomestici di vario tipo: dall’immancabile televisore, al frigorifero, alla lavatrice e al microonde...ma cosa si deve fare quando non sono più funzionanti?
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Nelle nostre case fanno bella mostra di sé apparecchiature ed elettrodomestici di vario tipo: dall’immancabile televisore, al frigorifero, alla lavatrice, al microonde, a tutta una serie di strumenti di illuminazione, di elettronica di consumo e di sorgenti luminose. Siamo abituati alla presenza intorno a noi di tutti questi apparecchi e oggetti, ma troppo spesso ci capita di avere le idee poco chiare riguardo al loro smaltimento. In concreto, cosa si deve fare di apparecchiature ed elettrodomestici quando non sono più funzionanti?

In primo luogo, per evitare sprechi, bisognerebbe chiedersi se il prodotto è diventato davvero inutilizzabile o se c’è ancora possibilità di ripararlo o di recuperarlo in qualche modo. Quindi, una volta accertato il suo stato di “rifiuto”, è bene procedere al suo corretto smaltimento. Vediamo come, ripercorrendo le tappe principali della “storia italiana” dei RAEE, i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

La storia della Raee:

A partire dal 2005, rispondendo alla direttiva della Comunità Europea 2002/96, l’Italia si è dotata di un sistema normativo che regola la gestione dei RAEE: stiamo parlando del decreto legislativo 151/2005, che poneva come obiettivi fondamentali la prevenzione della produzione di rifiuti RAEE, la promozione del reimpiego e del riciclo per ridurne la quantità destinata allo smaltimento in discarica e, infine, la limitazione nell'uso di sostanze pericolose nella produzione di tali oggetti e strumenti, in applicazione della normativa comunitaria RoHs o 2002/95/CE. La direttiva RoHs (Restriction of Hazardous Substances Directive), adottata a partire dal 2003 da numerosi paesi europei e diventata obbligatoria dal 1° luglio 2006, pone vincoli all'uso di piombo, cadmio, mercurio e di altre sostanze potenzialmente tossiche per i prodotti fabbricati o importati nella UE.

Il decreto legislativo 151/2005 fissava come obiettivo da raggiungere un tasso di raccolta RAEE da nuclei domestici pari ad almeno 4 Kg pro-capite annui ma affidava l’iniziativa alla sensibilità e all’impegno di cittadini ed enti locali, senza prevedere particolari azioni o interventi a loro sostegno. Stando ai dati diffusi dal CdC RAEE - Centro di Coordinamento RAEE, nel 2009 l’Italia si è fermata ad una media di raccolta RAEE di 3,21 Kg per abitante: tra le regioni virtuose, spiccano il Trentino Alto-Adige, con una raccolta pro-capite di 6,43 kg; l’Umbria, con 5,86 kg, e la Sardegna, con 5,40 kg. Tra le regioni si registrano anche grandi disparità per quanto riguarda l’esistenza di centri RAEE deputati alla raccolta: ci sono infatti variazioni piuttosto rilevanti tra il nord e il sud d’Italia, con 2.171 Centri di raccolta a nord (pari al 96,2% di copertura della popolazione), 386 al centro (84,7% di copertura) e 487 al sud (73,4% di copertura).

Uno contro uno:

Per migliorare il quadro normativo e incrementare la raccolta dei RAEE, lo scorso 19 maggio è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 65/2010, che istituisce un sistema di ritiro “uno contro uno”. Ciò significa che il provvedimento obbliga le aziende produttrici a ritirare gratuitamente il vecchio apparecchio elettronico al momento dell'acquisto di uno nuovo, purché i due prodotti siano della stessa tipologia e il vecchio apparecchio non sia danneggiato e non contenga altri tipi di rifiuti. Una volta ritirati i RAEE, gli esercizi commerciali potranno stoccarli, conservarli in luoghi idonei e protetti e consegnarli successivamente agli appositi Centri di raccolta, gestiti dagli enti locali (a questo link l'elenco regione per regione).

Per favorire l’applicazione del decreto e il ritiro “uno contro uno”, lo scorso 24 giugno è stato presentato a Roma l’Accordo Operativo tra il Centro di Coordinamento RAEE, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e diverse organizzazioni del commercio. L’incontro puntava a chiarire attività, responsabilità e procedure, in modo consentire una gestione ottimale dei RAEE da parte di distributori e Centri di raccolta. L’accordo che si è raggiunto dovrebbe favorire la raccolta differenziata dei RAEE e semplificare il recupero e il corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici, in modo da porre le basi per la creazione di un sistema di gestione efficiente e fluido. L’obiettivo è di coinvolgere tutti i soggetti, dai i consumatori, alla distribuzione, ai Comuni e ai sistemi collettivi, portandoli a condividere doveri e responsabilità, per ottimizzare le procedure e ottenere risultati sempre più significativi.
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