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Riscaldamento a caldo prezzo
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Riscaldamento a caldo prezzo
Pesa in maniera importante sul budget delle famiglie così come sull’aria delle città, essendo la principale causa di inquinamento dei centri urbani
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Con l’arrivo del freddo, si accendono i caloriferi di casa e torna il solito interrogativo di ogni anno: quanto peserà sul nostro portafoglio la spesa per il riscaldamento? Come si può alleggerire la bolletta? Bisognerà riscaldarsi di meno? Come conciliare comfort e risparmio?

Il riscaldamento è una delle spese principali di gestione della casa. Secondo l’Enea (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), rappresenta il 57 per cento del consumo di energia delle famiglie italiane, a cui va aggiunto un ulteriore consumo per la produzione di acqua calda. Per queste due voci, vengono utilizzati soprattutto gas metano (19,5 milioni su 27,3 di utenti) e, in misura minore, gasolio.

Per quello che riguarda il metano, la bolletta promette di essere più leggera. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, infatti, aggiorna il prezzo del gas naturale ogni quattro mesi e, se confrontiamo il prezzo del gas del settembre 2008 (80,10 centesimi al metro cubo) con quelli del settembre 2009 (67,48 centesimi), la riduzione supera il 15 per cento.

Tuttavia, va tenuto presente che il riscaldamento è, dopo il traffico, la maggiore causa di inquinamento delle città italiane. Ridurre il consumo di energia, quindi, significa non solo risparmiare sulla bolletta mensile, ma anche ridurre le emissioni inquinanti.

Come fare?

Prima di tutto, evitando di sprecare combustibile, riscaldando ambienti che poi disperdono il calore prodotto. È necessario, quindi, sia produrre calore a basso costo, sia migliorare l’isolamento degli ambienti. Per quello che riguarda il primo obiettivo, è cruciale la scelta della caldaia. Oggi sono in commercio caldaie a condensazione che sfruttano anche il calore dei fumi di scarico (che altrimenti si disperderebbero nell’atmosfera), con un rendimento del 30 per cento in più rispetto alle caldaie normali e un risparmio di costi intorno al 20 per cento. Costano di più rispetto a quelle normali, ma dal 2007 e fino al 2010 la spesa per sostituirle, insieme a quello di pompe di calore ad alta efficienza e interventi sugli edifici, viene incentivata dallo Stato con una detrazione d’imposta pari al 55 per cento dei costi sostenuti. Per godere della detrazione, è necessario predisporre un impianto con radiatori a valvole termostatiche.

Per ridurre le dispersioni termiche, ecco qualche consiglio pratico per evitare gli sprechi.

  • Isolamento.

    Prima di tutto, bisogna assicurarsi un buon isolamento della casa: una buona parte dell’energia utilizzata per riscaldare un edificio viene dispersa dalle pareti, dal tetto e dalle finestre. Per cui, spifferi e correnti d’aria da porte e serramenti vanno subito individuati e tappati con materiale isolante. Anche il cassonetto degli avvolgibili lascia entrare l’aria fredda esterna e va quindi isolato. Le pareti, soprattutto quando corrispondono a un muro esterno esposto a nord, possono essere isolate dall’interno con pannelli.
  • Finestre.

    Evitare di aprirle quando l’impianto è in funzione, perché l’aria calda tende a uscire, lasciando posto a quella fredda. Preferire le ore più calde per arieggiare le stanze. Di sera, abbassare le tapparelle per impedire la dispersione del calore interno attraverso i vetri, soprattutto se sono singoli. Per questa ragione, l’ideale sono i vetri doppi o tripli, montati su infissi con telai ad alta prestazione (legno, alluminio a taglio termico, pvc).

  • Caloriferi.

    Non vanno coperti con mobili o rivestimenti, perché impediscono al calore di propagarsi. È molto utile, invece, inserire dei pannelli isolanti sulla parete su cui sono montati, per evitare dispersioni con il muro e per convogliare il calore verso l’interno della stanza. Questa accortezza è valida soprattutto per i muri che danno all’esterno. Inoltre, applicando ai caloriferi delle valvole termostatiche si può regolare la temperatura di ogni stanza, ad esempio mantenendola più bassa in cucina e più alta in bagno.

  • Caldaia.

    Sono importanti la manutenzione e la pulizia regolare per evitare sprechi di consumo: i controlli sono obbligatori per legge. Se ci si assenta da casa, spegnerla: esistono in commercio timer settimanali e perfino mensili per programmare l’accensione anche a distanza. Quando viene regolata, è meglio mantenere una temperatura di circa 19 gradi: ogni grado in più comporta un aumento di spesa del 6-10 per cento. Chi vive in un condominio con l’impianto di riscaldamento centralizzato, può chiedere di installare un sistema di contabilizzazione del calore. Sono apparecchi che misurano la quantità di calore effettivamente consumata in un appartamento e danno la possibilità di scegliere le temperature e gli orari che sono più adatti alle proprie esigenze.

La redazione di iNaturale.it

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