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Una buona notizia per l’ambiente: le Bocche di Bonifacio diventano area protetta
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Una buona notizia per l’ambiente: le Bocche di Bonifacio diventano area protetta
Buona notizia per l'area marina della Bocche di Bonifacio, tra Corsica e Sardegna: uno stretto di indubbia bellezza paesaggistica e di grande ricchezza naturale, che potrebbe presto diventare il primo parco transnazionale di tutela marina.
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Il disastro ambientale causato a largo della Louisiana dalla ormai tristemente famosa Deepwater Horizon è solo l’ultimo di una lunghissima serie di incidenti che hanno avuto effetti nefasti sui nostri mari, minacciando la sopravvivenza di interi ecosistemi. Un vero e proprio bollettino di guerra, che dimostra la necessità prioritaria di fare prevenzione. Proprio a questo riguardo, è finalmente possibile registrare una buona notizia, che riguarda l’area marina della Bocche di Bonifacio, tra Corsica e Sardegna: uno stretto di indubbia bellezza paesaggistica e di grande ricchezza naturale, che potrebbe presto diventare il primo parco transnazionale di tutela marina

Il 3 agosto 2009 gli amministratori locali di alcuni Comuni della Corsica e del nord della Sardegna si erano riuniti nella zona dell’arcipelago corso di Lavezzi e avevano indirizzato un accorato appello ai ministri dell’ambiente di Italia e Francia. L’appello sollecitava le istituzioni competenti ad inoltrare una richiesta ufficiale all’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), con l’obiettivo di trasformare le Bocche di Bonifacio in una Area Marina Particolarmente Sensibile (PSSA).  

L’iniziativa dei Comuni nasceva dalla volontà di scongiurare l’abbandono dell’area e dei suoi ecosistemi e proponeva di vietare il passaggio di navi potenzialmente dannose, di monitorare e regolamentare tutte le attività costiere che potevano avere effetti sullo stretto e di tutelarne la preziosa biodiversità. Anche Greenpeace era scesa in campo per ribadire la necessità di un impegno concreto da parte delle istituzioni, prima con un’azione dimostrativa, quindi anche a livello politico e diplomatico, coinvolgendo le autorità locali e presentandosi a Roma per sollecitare direttamente il ministro Prestigiacomo.  

A meno di un anno di distanza dagli appelli e dalle iniziative a favore dello stretto,  Stefania Prestigiacomo e Jean Louis Borloo, ministri per l’ambiente di Italia e Francia, si sono incontrati su una nave al largo di Palau e hanno siglato un accordo per trasformare l'area in un parco marino: il Parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio. In concreto, l’accordo Italia-Francia prevede la formazione di un gruppo europeo di collaborazione territoriale tra il Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e la riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, in modo da unire le forze per la creazione dell’area protetta e per la sua tutela.  

Tra gli effetti di tale accordo ci sarà anche il divieto di transito nello stretto per tutte le imbarcazioni pericolose: ciò significa che catastrofi naturali come quella del Golfo del Messico dovrebbero essere scongiurate per sempre. Davvero una buona notizia per l’ambiente, che arriva proprio nel corso dell’Anno della Biodiversità.  
 

Tuttavia, la storia insegna che non sempre la firma di un accordo è sufficiente a garantire ambiente ed ecosistemi: troppo spesso agli incontri istituzionali, alle strette di mano di rito e alle interviste ufficiali non fa seguito una massa in pratica dei principi e dei buoni propositi, come dimostrato ad esempio dall’intesa raggiunta nel 1999 da Italia e Francia per la creazione del Santuario dei Cetacei “Pelagos”, da cui, come ricordano le organizzazioni ambientaliste, non sono scaturiti particolari effetti. Esultare per la buona notizia, insomma, è più che lecito, ma bisogna sempre tenere presente che il lavoro da fare è ancora lungo e che è bene considerare l’accordo Italia-Francia non come un traguardo, ma come un ottimo punto di partenza.

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