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Chi convive con un cane e un gatto (ma non solo) sa bene quanto l’interazione tra l’uomo e l’animale possa essere preziosa: un toccasana in certi momenti della vita.

Su questo presupposto nasce una disciplina che sta trovando sempre più riscontri, ovvero la Pet theraphy (terapia degli animali) che ha l’obiettivo di aiutare persone con disagi e anziani soli a reagire ad eventuali malattie.

La Pet therapy rafforza le tradizionali terapie migliorando la qualità della vita delle persone da un punto di vista fisico, cognitivo, comportamentale e psicosociale.

L’animale diventa un vero e proprio co-terapeuta che aiuta gli psicologi e gli altri specialisti a stimolare il naturale istinto alla cura dei bambini e più in generale delle persone sole o depresse.

Le attività devono essere sviluppate sempre da un team di esperti che collaborino sia alla progettazione che validazione dei risultati ottenuti.

Giocare con un animale, prendersi cura di lui e accudirlo, sapendo che conta su di noi, diventa parte del percorso: dopo alcune sedute infatti, si è riscontrato un miglioramento nel grado di attenzione dei pazienti che hanno difficoltà nella gestione dei movimenti e un miglioramento nel linguaggio, grazie all’abitudine a esprimere le proprie emozioni a un animale.

La Pet Therapy è sempre più spesso impiegata anche negli ospedali, specie nei reparti pediatrici. La curiosità e la gioia per la presenza di “amici pelosi” allevia il senso di disagio procurato dalla degenza.

Ma quali sono le specie più adatte per una terapia dolce come questa?

Cani e gatti sembrano essere gli animali che meglio si prestano al percorso, ma sono molto amati anche i conigli e le tartarughe.

In Italia sono moltissimi i centri specializzati in Pet therapy ma è sempre bene rivolgersi a quelli certificati e dove sia presente uno psicologo o psicoterapeuta.

Una variante della pet therapy èl’ippoterapia dove il ruolo di co-terapeuta è affidato al cavallo. L’ippoterapia, così come le altre discipline, deve essere somministrata in presenza di specialisti. Molto adatta specie in soggetti con problemi connessi alla sfera affettiva e della manifestazione dei sentimenti (come ad esempio bambini autistici), sembra dare ottimi risultati.

Un posto speciale lo occupano anche i delfini, i pesci in generale e gli uccelli. I pappagalli sono molto amati dagli anziani.

Quando è nata la Pet Therapy?

Il legame tra uomo e animale e l’addomesticamento di alcune specie è iniziato 12.000 anni fa: fin dal XVIII secolo, in alcune scuole della Gran Bretagna venivano impiegati cani e gatti nella cura dei malati di mente, per l’effetto benefico che la relazione aveva su di loro.

Negli anni ’50 è stato coniato il termine “Per therapy” e la disciplina è sbarcata in Italia nel 1987.

Anche semplicemente prendersi cura di un animale domestico, in certi periodi della vita, può essere molto utile a uscire da situazioni di stress, dolore o solitudine.

L’importante è ricordare che abbiamo a che fare con una creatura (e non con un gioco) e che l’amore e rispetto che ci danno gli animali, non deve essere unilaterale.
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